Adem

Takes

2008 (Domino) | songwriter, folk

C’è sempre un po’ di titubanza quando ci si approccia a un disco di cover, vuoi perché l'oggetto è ormai cosa alla moda e quindi privata di molto del suo significato, vuoi perché può dar l’idea di una risorsa da sfruttare quando un artista è senza idee.
“Takes", terzo album del cantautore turco-inglese Adem, fuga ogni dubbio sulla sua autenticità sin dalla particolare scelta dei pezzi; presentato dallo stesso autore come un omaggio alle canzoni che ha amato dal 1991 al 2001, mette in fila dodici tracce più o meno note di un eterogeneo gruppo di artisti in una serie di interpretazioni molto personali ma allo stesso tempo aderenti allo spirito originario e, quel che più conta, nient’affatto scontate o approssimative.

Le doti di Adem, già ampiamente dimostrate nei due precedenti lavori (“Homesongs” del 2004 e “Love And Other Planets” del 2006), si esprimono in questo disco appunto nel mantenere saldi alcuni aspetti della canzone coverizzata, pur proponendola con lo stile folk dell’artista, come “Oh My Lover”, di cui rende la drammaticità pur senza la greve oscurità di PJ Harvey, o nella dolcezza malinconica di “Tears Are In Your Eyes” degli Yo La Tengo, anche quando si tratta di artisti lontani(ssimi) dal proprio genere.
Rimarchevole, infatti, il modo in cui con i propri mezzi riesce a rendere la spigolosità dell’elettronica di Aphex Twin, in una “To Cure A Weakling Child” free-form folk fatta di banjo stonati, archi, campanelli e quant’altro, oppure il post-rock dei Tortoise con una "Gamera” strumentale che si muove e si rigira in arpeggi fittissimi di chitarre qua e là sovrapposte.

In “Takes” non è solo la resa puramente musicale ad essere azzeccata, c’è anche una pregevole efficacia interpretativa vocale, Adem si trova a suo agio nelle vesti sofferte e scarne della “Unravel” che fu di Bjork e della “Laser Beam” dei Low o in quelle vibranti ed emozionanti della “Slide” di Lisa Germano ma anche in quelle più solari con cui reinterpreta “Invisibile Man” delle Breeders.
Summa perfetta di questo altalena emozionale è la splendida “Hotellounge” (da “Worst Case Scenario” dei dEUS), che alterna momenti di profonda serietà ai crescendo dei fremiti radiosi del ritornello.

Niente da eccepire, dunque, in questo nuovo lavoro di Adem: si tratterà pure di un insieme di canzoni altrui, ma il cantante di origini turche ha saputo trasformarle, plasmandole con il suo stile pur con il rispetto necessario per mantenerne vivo il senso originale, e rendendole soprattutto non un mero esercizio di stile o un semplice omaggio, ma melodie originali e interessanti.

(06/06/2008)

  • Tracklist
  1. Beside Table (Bedhead)
  2. Oh My Lover (P.J. Harvey)
  3. Slide (Lisa Germano)
  4. Loro (Pinback)
  5. Hotellounge (dEUS)
  6. To Cure A Weakling Child + Boy/Girl Song (Aphex Twin)
  7. Tears Are In Your Eyes (Yo La Tengo)
  8. Starla (Smashing Pumpkins)
  9. Gamera (Tortoise)
  10. Unravel (Bjork)
  11. Invisible Man (The Breeders)
  12. Laser Beam (Low)
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Recensioni

ADEM

Love And Other Planets

(2006 - Domino)

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Homesongs

(2004 - Domino)

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