Grand Archives

Grand Archives

2008 (Sub Pop) | americana, pop-rock

Tra le altre cose, il 2006 è stato l’anno dei Band Of Horses, che sono riusciti a dare una scossa alla scena musicale di Seattle, a lungo atrofizzata. Un album perfetto (“Everything All The Time”) li ha portati sui palcoscenici più importanti dell’indiemondo, dove hanno inscenato una festa-ritrovo di nostalgici barbuti hippie alle prese con Neil Young. Tutto molto tardi anni Sessanta. Poi Matt Brooke, uno dei due chitarristi della banda, decide di mollare e di dedicarsi a qualcosa d’altro – al suo posto arriverà qualche mese dopo quel Tyler Ramsey che abbiamo imparato a conoscere qualche mese fa anche nella sua veste solista.

Quel qualcosa d’altro di Matt Brooke è arrivato a conclusione con l'uscita su disco del progetto Grand Archives, di cui è cantante/chitarrista e col quale ha chiamato a sé il bel mondo del sottobosco indie. Gli inevitabili paragoni con i Band Of Horses sono in parte impietosi, ma ci permettono di rilevare alcune radicali trasformazioni del suono del nostro. Innanzitutto c’è molta meno malinconia e sofferenza in fase di scrittura, tanto che i toni melanconici sono solo un ricordo sporadico; c’è anche una minore ricerca nella struttura e nello sviluppo della canzone (che invece ha avuto una decisa accelerata nel nuovo Band Of Horses “Cease To Begin”), in favore di una più marcata attenzione per melodia e orecchiabilità delle canzoni.
In sostanza, se i Band Of Horses nascevano con la lezione imparata di Neil Young, i Grand Archives virano sul pop di Beach Boys e dei Mamas & Papas.

In un universo musicale vicino al pop/americana del citatissimo “Summer Teeth” degli Wilco, la cui lezione abbiamo studiato a memoria, niente qui suona nuovo; eppure Matt Brooke ha messo sul tavolo il proprio talento melodico, componendo una manciata di brani che regalano un’ampia sufficienza a un lavoro altrimenti etichettabile come mera operazione calligrafica del già sentito. Splendido il duetto con Sarah Standard (con la quale fondò più di un decennio fa i Carissa’s Wierd) in “Swan Matches”, malizioso e accattivante il motivetto pop à-la Mamas & Papas di “Index Moon”, riuscita la ballata acustica di “George Kaminski”, che richiama le sonorità british dei Decemberists. Per certi versi si apprezza anche la cavalcata pop-rock “Sleepdriving”, il brano forse più complesso del disco; il resto è un contorno un po’ troppo banale.

I Grand Archives sono gruppo da ascoltare, consigliato soprattutto a chi vive bene ascoltando Band Of Horses e Grandaddy.

(20/04/2008)

  • Tracklist
  1. Torn Blue Foam Couch
  2. Miniature Birds
  3. Swan Matches
  4. Index Moon
  5. George Kaminski
  6. A Setting Sun
  7. Breezy No Breezy
  8. Sleepdriving
  9. Louis Riel
  10. The Crime Window
  11. Orange Juice
Grand Archives su OndaRock


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.