Dopo due album di successo, giunge con “Seen” il banco di prova per la cantautrice americana: il difficult third album che spesso mostra tutti i limiti dei musicisti di belle speranze, riducendo così la loro credibilità artistica.
Graziosi e ben scritti, i due progetti precedenti non mostravano però peculiarità tali da far sperare in una conferma, certo la voce di Morley era calda e potente e mostrava una versatilità pregevole, ma il mix di folk–rock & blues non superava il confine della brava e onesta cantautrice, pur se le collaborazioni di rilievo con Jeff Buckley e Joan Wasser indicavano almeno una integrità artistica lodevole.
Il contatto con il pubblico francese ha dato coraggio all’autrice, che in “Seen” esplora jazz e blues con maggiore grinta, la sua scrittura raffinata si valorizza con arrangiamenti sontuosi che spostano la sua musica dal cantautorato folk-rock verso un rock-soul intenso ed elegante, riportando alla mente il pregevole esordio di Sade.
Esploriamo subito i possibili richiami stilistici di quest’album, oltre alla gia citata Sade, ai più attenti sottolineo la vicinanza emotiva e vocale con Julia Fordham e soprattutto con Joan Armatrading; dalla prima Morley ha assorbito la capacità di rivestire le sue folk-song di soul e ritmi esotici, mentre dalla seconda ricava tutta l’intensità necessaria per descrivere emozioni forti dai sapori blues. Esemplari in tal senso sono “Birds Over The Ocean”, un complesso ed elaborato rock-blues dal ritmo incalzante e sensuale, ricco di preziosi interventi strumentali (violino, steel guitar); e “Women Of Hope”, una stupenda ballata soul rielaborata dal precedente album in una nuova e più corposa versione.
Tra le tracce più folk-oriented spiccano “Temporary Lighthouse”, vezzosa e languida, e “There There”, delicata e riflessiva; fiati e swing anni 50, invece, per la sarcastica “Unconditional Ass”, una provocante e bizzarra digressione di una prostituta.
Raffinate ballate up-tempo soul-blues come “Behind The Rim” e “Crimes In The Garden” si alternano con le rarefatte e poetiche “Hearts Horn”, "Place I’ve Never Been" e “Possible”.
Nessun episodio spezza la tensione emotiva dell’album, dal country dell’iniziale “Somebody New” al pop sbarazzino di “Say What I Know” per un canzoniere raffinato e privo di cedimenti, che farà storcere invece il naso agli amanti del nuovo a tutti i costi.
“Seen”, album della maturità per Morley, è un raro esempio di musica d’autore elegante e raffinata che si muove sulle orme di autrici come Joan Armatrading e Cassandra Wilson, capace di farsi apprezzare da un pubblico eterogeneo grazie a una scrittura forte ed equilibrata, che compensa gli eccessi di una produzione molto elaborata.
24/11/2008