Viene da Firenze questo interessante e giovane quartetto in giro dal 2006. Si chiamano Vickers e hanno la testa persa tra le pieghe di qualche fantasticheria anni 60 e i piedi ben saldi nella produzione indie-rock (soprattutto inglese) degli ultimi anni. In un momento in cui quasi tutti i gruppi nuovi di vaga ascendenza anglosassone si dilettano con schitarrate assordanti e casse drittissime, occultando le poche idee nel frastuono ritmico di un marasma intossicante, sorprende che questi Vickers prediligano partiture garbate e melodismi tenui, giocati su intrecci di chitarra ben congegnati e piacevoli trame corali, che a tratti ricordano la leggerezza svagata e al tempo stesso pensosa di gruppi come Coral, Turin Brakes e Thrills. Piace soprattutto il passo indolente e malinconico di “Silence” e la compostezza melodica della nitidissima “These Days”. Più movimentate “Everything Is Turning Around” e “See My Freedom”.
Quattro canzoni sono poche per capire se l’aeroplano ritratto sulla copertina del loro demo possa prendere quota, ma la stoffa per continuare a migliorarsi e a scrivere ottime canzoni (magari provando a sperimentare con la lingua italiana) con tutta evidenza non manca.
01/02/2008
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