Trascorso un anno da “Le Labbra” e dalla sua trilogia del tessuto, Benvegnù torna con un nuovo Ep, “500”, con cui chiude il suo “periodo rosso”. Paolo Benvegnù è una figura atipica del cantautorato italiano, per dirne una, i suoi dischi seppur supportati da una band di tutto rispetto, suonano inaspettatamente caldi e un po’ vintage, il che lo distingue da altri artisti nostrani, che spesso si nascondono dietro produzioni plastificate e comparsate di turnisti vari. Benvegnù non si pone mai sopra gli altri musicisti, la sua esperienza in una band some gli Scisma da questo lato gli ha giovato. Si ha quasi l’impressione di ascoltare un gruppo che si esibisce in un pub o in un piccolo teatro di provincia.
“500” è un Ep intenso, leggermente sommesso, ma ispirato; rispetto agli ultimi lavori, il volume viene abbassato di qualche tacca, Benvegnù parte energico con la title track, ma si placa subito, tuttavia non annoia, la sua voce e la sua musica riescono a filtrare fin dentro le arterie.
Ancora una volta i temi riguardano l’amore, l’incomunicabilità, il tempo e le barriere fisiche e mentali che possono dividere o ricongiungere due anime, il tutto cantato con liriche solide e con una voce sempre più convincente. Da segnalare l’interessante orchestrazione a base d’archi ed effetti elettronici su “Marzo 13”.
09/07/2009
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