Nell'era della digitalizzazione dei consumi, del download bulimico e della ricerca spasmodica del connubio ad effetto, non poteva certamente mancare la produzione di dischi progettati tenendosi rigorosamente a distanza, divisi magari da continenti e oceani, uniti essenzialmente da un'insana passione per il beat e i suoi infiniti dintorni.
Quindi, gettato per aria l'ausilio indispensabile di un contatto diretto, fisico, visivo, espressivo, i due campionatori Shade Slicer e Scott Charaund (India e Stati Uniti) decidono, tra un'anima cestinata e un'altra appena caricata (guarda caso i due fanno comunella su "Soulseek"), di barattare i propri intenti, dando vita a un mastodontico Ep dove la confusione ritmica e l'assenza di incastri emozionali regnano sovrane.
E così, "Sunshine Over The Circus" risulta un impasto improponibile di campionamenti frastagliati, di suoni dub martoriati da un patchwork sintetico inconcludente. In tal senso, ascoltare una "Ping Of The East" potrebbe senz'altro convincere qualsiasi scettico ancora in circolazione circa la bontà comunicativa del duo. Stesso dicasi per le snervanti "Texno" e l'introduttiva "Together Too", a metà strada (si fa per dire) tra il groove di "Packt Like Sardines In A Crushd Tin Box" (non ce ne voglia il Thom dei tempi d'oro) e le ultime pullulazioni dubstep/esotiche di sua maestà Hebden.
Peccato che l'insolita mescola sia totalmente fuori dalla portata dei due giovani cercatori d'anime. Definito in rete come "dimensional indie", il duo Chopigula ha sicuramente fallito, fornendo al momento (incrociamo le dita per il futuro) solo una dimensione negativa, confusionaria del proprio bagaglio digitale. Un'inutile spedizione di suoni, file-sharing, partiture ritmiche, e trentaquattro minuti di broken beat in odore di emicrania caratterizzano un'opera da evitare, possibilmente…
21/09/2009