CLARE AND THE REASONS - Arrow

2009 (Frog stand records)
alt-pop

E’ calda ed avvolgente la musica di Clare And The Reasons, un calore che culla e non brucia, un tepore che si sprigiona senza turbare o disturbare, le sofisticate soluzioni d’arrangiamento edificano un tappeto sonoro dove adagiarsi senza timore.

Dopo la benedizione di Van Dyke Parks, il duo affronta il second difficult album con la stessa tenacia dell'esordio, “Arrow”: amplia le suggestioni sixties di “The Movie” accogliendo a braccia aperte le trame trasognanti di Shara Worden dei My Brightest Diamond (che collabora al disco) e rinunciando ad alcune ruvide soluzioni di jazz che si infiltravano in passato.

Gradevole e oltremodo stuzzicante con le sue atmosfere da operetta post-modern l’album scorre con garbo e classe confermando le potenzialità del duo: sono tredici ballad sofisticate e a volte innocue, mai banali e a volte ricche di malizioso romanticismo.

Pur se le dichiarate velleità di rileggere il pop orchestrale, coinvolgendo elementi beat che richiamino ai Fab Four, sono a volte disattese per un eccessivo citazionismo che getta un velo sulle buone trovate armoniche dell’album, non mancano gustose pop-song dai contorni originali e briose.

"You Got Time" si snoda su suoni elettronici ossessivi e coinvolgenti che invitano al repeat automatico, mentre “This Is The Story” si sviluppa su uno swing al rallentatore che produce un effetto ipnotico meritevole di plauso con un finale che cita il Bolero di Ravel.

Sugli scudi “Ooh You Hurt Me So”, delicata e scanzonata, e “You Getting Me”, dal minimalismo tribale in odore di nouvelle vague, due canzoni ricche di fascino e sorrette da eccellenti refrain che catturano l’attenzione.

Altrove qualche eccesso nelle soluzioni d’arrangiamento appesantisce il contenuto armonico, la rilettura di “That’s All” dei Genesis non va oltre l’effetto sorpresa, “This Is The Story” è un’occasione persa per realizzare una perfetta mini-sinfonia pop, mentre l’incanto si realizza di nuovo nella cupa “Murder, They Want Murder”, l’incastro sonoro incanta e seduce e rimanda le poche perplessità al prossimo episodio.

Sì,  “Arrow” è un album raffinato, ben suonato, la voce di Clare Muldaur (altra figlia d’arte) è interessante, gli arrangiamenti per violini, kazoo, clarinetti, tastiere e piccola orchestra sono arguti, ma non sempre si scorge quel genio che possa alimentare attese per il futuro. La lezione di Van Dyke Parks è stata utile e il gruppo mostra molte buone idee, ma la sensazione di un tunnel senza uscita accompagna il tono uniforme dell'album. La paura che restino un gruppo di culto ci convince a consumare e archiviare con leggerezza e disincanto "Arrow", convinti che quello che di buono hanno realizzato fin d'ora garantirà al duo un posto nella nostra discoteca.

28/04/2010

Tracklist

  1. 1. All The Wine
  2. 2. Ooh You Hurt Me So
  3. 3. Our Team Is Grand
  4. 4. You Got Time
  5. 5. That's All
  6. 6. Melifera
  7. 7. You Getting Me
  8. 8. Kyoto Nights
  9. 9. This Is The Story
  10. 10. Perdue A Paris
  11. 11. Photograph
  12. 12. Murder, They Want Murder
  13. 13. Wake Up (You Sleepy Head)

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