Eterea Post Bong Band

Epyks 1.0

2009 (Trovarobato/A Buzz Supreme) | electro, avant-rock, instrumental

Il nome Eterea descrive un ensemble sperimentale (due chitarre, elettronica e percussioni) di quattro amici dell’entroterra vicentino (Schio), “GG Funcis” (Gigi Dalle Carbonare), “Pol” (Paolo Zattara), “LeleSD” (Emanuele Polga), e “Rigon” (Daniele Rigon), che opera nell’oscurità dalla metà degli anni 90 (dapprima come duo dei soli GG Funcis e Pol). Qualche registrazione in bassa qualità delle loro sardoniche schizzate strumentali permette loro di vincere le finali regionali per il Veneto di Arezzowave 2005.

Da qui in poi arriva una discreta ventata di notorietà. Il quartetto, anzitutto, fa conoscere al meglio le sue torrenziali esibizioni live; quindi cambia via via la denominazione sociale in Eterea Post Bong Band; poi fonda il collettivo Industrialien (a incorporare altre band venete oscure, come Snakioplatz e Animali Sociali); infine, collabora con il duo degli Uochi Toki per la realizzazione de “La chiave del venti”, e partecipa come special guest tanto alla neonata Italiawave quanto al MEI di Faenza. Nel 2009, finalmente, arriva il contratto discografico con un’etichetta di spicco dell’underground italico dei 2000 (la Trovarobato, in co-produzione con A Buzz Supreme) che li porterà a realizzare l’agognato debutto su lunga distanza, “Epyks 1.0”.

Minimo comun denominatore dei loro quadri a tecnica mista è un misto tortuoso di Ennio Morricone, Nino Rota, Walt Disney e sostrati space-age (drum machine, campioni, arpeggiatori, etc). Le differenze risiedono nella concezione dei brani: possono essere scatti Ebm (“Necrophiliac R&R”), interludi (“Cavalcata”) e composizioni con quel tanto di raziocinio (“Esu”).
Nell’insieme, i quattro approntano un affresco un po’ spastico, un po’ frenetico, un po’ arguto, simbolizzato al meglio da “Red Bulldozer/i-Dozer” e soprattutto “Medrogolis” (già loro classico cavallo di battaglia).

L’ossessione di GG Funcis per la musica industriale (storicamente, Schio è il primo comune industrializzato d’Europa) e la composizione “automatica” di Pol fanno avvicinare la macchina del complesso a un nuovo motorik, stavolta non più trance, solo uno sbarazzino contorcimento, un ridere sardonico per non piangere amaro. L’album è in primis la definizione di post bong, deprecabile quanto si vuole per le sue spericolate ingenuità coprofaghe, da semplice accompagnamento rincitrullito (picchi d’inventiva esaltata specie nelle giunture tra i brani), e obiettivamente inedito, sul suolo nostrano (e non). Scava scava, compare anche il contenuto, pur malconcio: nuove basi per zombie dei Cccp, laddove il dadaismo di Ferretti sembra relegato a lacerti farneticanti (campionati) ai margini della “musica”. Preceduto da un vinile a tiratura limitata che raggruppa le tre “Cavalcata” (lato B: “Scle-Trance Bada ai lamenti”). “Splatter Think” eccheggia Splatterpink, meteora funk-metal capeggiata dal basso di Diego D’Agata, che qui si sfoga in un cameo-siparietto-monologo sulla tecnologia contemporanea.

(02/12/2009)

  • Tracklist
  1. Inter Nos Explorers
  2. Cavalcata pt.1
  3. Necrophiliac R&R
  4. Cavalcata pt.2
  5. Cavalcata pt.3
  6. Red Bulldozer/i-Dozer
  7. Splatter Think
  8. Sbaro
  9. Esu
  10. Brucaliffi
  11. Medrogolis (Città della gioia)
  12. Giga Tiger
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