Forest Fire

Survival

2009 (Talitres) | alt-folk

I Forest Fire sono una band peculiare. Di stanza a Brooklyn, i suoi componenti si riuniscono solo saltuariamente. Pare che ogni sessione di registrazione sia un evento raro come un allineamento astronomico e altrettanto pregno di fenomeni e manifestazioni. Per questo, forse, "Survival" suona al tempo stesso sbrigativo (a partire dalla brevissima durata) e stratificato, per come si inseriscono periodicamente elementi dissonanti e inaspettati.

A far la parte del leone sono però la batteria, roboante e secca nel contempo (allo stesso modo della chitarra acustica), e il vocalizzo sfacciatamente reediano di Mark Thresher. Quest'ultimo non fa troppo per nascondere il riferimento ai Velvet Underground, che pare abbastanza evidente fin dai primi, appena accennati riff di "I Make Windows". Un revival che assomiglia più che altro a un vezzo, come una reliquia vintage recuperata a Soho, da mostrare agli amici. E' la stessa impressione che lascia la registrazione lo-fi: un'immagine da cartolina di una vita bohèmienne in un loft di New York, pieno di feticci di modernariato al di là dei quali si cela molto poco, purtroppo.
Nel tentativo, forse, di riprodurre l'album di debutto dei già citati padrini, si alternano voce maschile e femminile: a quest'ultima, rimane una parte da protagonista soltanto nella scialba, impalpabile nenia di "Sunshine City". Per il resto, il fil rouge del disco è rappresentato da trasandati country-folk di gruppo, in cui questo immaginario da idillio hipster trova il suo più alto compimento ("I Make Windows", "Steer Me" e la title track).

D'altra parte, "Survival" non è un album del tutto sgradevole. La languida ballata di "Through My Glove", pur senza proporre alcunché di particolarmente inebriante dal punto di vista della melodia e dell'arrangiamento, vede Threshner abbandonare un pochino le sue pose e sa, in fondo, coinvolgere nel suo spirito torrido che si trascina stancamente. Quelle rincorse di chitarra acustica di "Echoes Coming", col ritornello beatlesiano che introduce alla coda, troppo corta, forse si possono aggiungere al novero delle cose da salvare, insieme al botta e risposta coro-chitarra di "Steer Me". Anche i testi offrono qualche spunto, se non altro nel gioco intellettuale di chiedersi fin dove si spingano certe pose quasi macchiettistiche ("But first, I'm gonna melt some faces/ With Gatling gun social skills" da "Fortune Teller").
"Survival" sembra però un disco che ha molto poco da dire: della mezz'oretta scarsa in cui si esaurisce, non si sa cosa portarsi dietro. Che in nove tracce compaia addirittura un riempitivo strumentale ("Promise") pare cosa inaccettabile, anche in un'epoca in cui la tendenza vorrebbe che si pubblicasse tutto il prima possibile, senza pensarci troppo su.

(07/12/2009)



  • Tracklist
1. Survival
2. Slow Motion
3. Promise
4. Echoes Coming
5. Sunshine City
6. I Make Windows
7. Through My Cloves
8. Steer Me
9. Fortune Teller
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