Giuseppe Ielasi

Aix

2009 (12k) | elettroacustica, glitch

Anche se non privo del solito fascino atmosferico e della solita consistenza evocativa, "Aix", nuovo lavoro del chitarrista e musicista elettronico milanese Giuseppe Ielasi, si pone in una dimensione in cui, questa volta, a contare sono soprattutto le tessiture ritmiche e le smerigliature timbriche, il tutto a fondare una pasta glitch che minimalisticamente rapisce e costringe a ritrovare le fila di un discorso in cui sono le sfumature a dare un senso complessivo all'opera.

Qualche volta leggermente ermetico, altre fin troppo superficiale nel modo con cui maneggia la materia, cercando una forma che non così facilmente riesce a venire a galla (è il caso, per esempio, di "7"), "Aix" è comunque un ascolto piuttosto appagante, spesso anche ipnotico (vedi il misterioso dialogo tra digitalismo amorfo e scampoli di elettroacustica singhiozzante di "1" e il groove "essenziale" che aleggia dentro uno spazio scintillante di "2").

Probabilmente, rispetto a quanto proposto dal disco omonimo del 2006, il lato umano è un tantino compromesso da quest'operazione di radicalizzazione, o, forse, Ielasi sta solo cercando nuove strade per rivelarne l'essenza. Fatto sta che quella di "3" è di certo un'elettroacustica di matrice spirituale, perché necessariamente vicina al senso del tempo che scorre. Insomma, il calore della vita, nonostante tutto. E poi, cos'altro è quello di "4" se non il tentativo di dare corso a un'ambient "interiorizzata", quasi inconscia? Quando, invece, la tromba stabilisce nessi con l'assoluto, proiettandosi oltre la scansione industriale e le sofisticazioni folk di "8", allora i dubbi decadono.

Perché - e lo ribadisce anche la chiusa in punta di piedi, tra notturno jazz e tepore neo-classico - "Aix" è l'ennesima prova di un autore talentuoso e cosciente dei propri mezzi, anche se, al momento, lo immaginiamo solo (?) come un viandante mentre attraversa il ponte che lo conduce verso avventure sonore ancora più affascinanti.

(21/02/2009)

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