Tre anni dopo “Tim’s House”, Kate Walsh affronta lo scoglio del third difficult album, ovvero il disco che spesso certifica qualità e limiti di ogni musicista.
Dopo l’impatto dell’esordio e il successo del secondo album, Kate, con “Light & Dark”, ripropone il suo soft-folk-pop dai toni confidenziali e romantici senza violarne il tono rassicurante ma conservando una sottile profondità avulsa ai prodotti usa e getta del pop contemporaneo.
Kate Walsh incrocia ancora una volta il bisogno di musica della middle class, canzoni che flirtano con le atmosfere del folk-rock inglese e americano, un po’ di Joni Mitchell, inflessioni vocali alla Eddi Reader e arrangiamenti più elaborati, che rimandano al pop sofisticato di Katie Melua.
Testi zuccherosi e linee melodiche prevedibili non impediscono però all’artista di conservare un sufficiente appeal, la cospicua presenza di musicisti (tra i quali vi sono i Turin Brakes e Crispin Hunt dei Longpigs), consolida il sound, bilanciando i momenti più deboli con tre o quattro episodi che catturano e seducono con garbo.
L’orchestra dosa toni zuccherini e buon gusto nella deliziosa “Greatest Love”, mentre l’equilibrio acustico di “Light & Dark” e i toni folk di “As He Pleases” non passano inosservati, la fragilità e la malinconia di Kate Walsh è reale e finisce per contagiare anche l’ascoltatore smaliziato.
“On The Stage” e “Old Man” completano il versante oscuro (dark) e romantico dell’album, mentre il resto della tracklist scivola su atmosfere più vivaci e luminose (light) con un paio di titoli graziosi e ispirati (“Be Mine” e “1000 Bees”) che completano un panorama sonoro dignitoso.
Kate Walsh può essere tranquillamente liquidata come un’altra voce della nuova borghesia rock, ma “Light & Dark” contiene tracce di ispirazione che rendono il tutto sufficiente per non essere archiviato come un insuccesso artistico. Kate offre un insieme più variegato e stimolante del precedente “Tim’s House” e se ciò non è sufficiente a elevare il suo status artistico, conferma quantomeno che la discrezione è sempre preferibile alla inconsistenza di molte rockstar moderne.
29/05/2010