Con un suono ancora più arioso, ecco di nuovo tra noi il misterioso Aboombong, già artefice dell’ottimo “Asynchronic”. La ricerca del musicista di Seattle tende sempre più verso l’astrazione ultima di una world-music sbilanciata sia sul versante psichedelico di Sam Shalabi che su quello visionario di Jon Hassell. Così, aumentato il numero degli strumenti esotici a disposizione (tra gli altri, la darbuka turca, goblet drums, l’ekwe, etc.), il suono guadagna in spessore, muovendosi tra tribalismi caotici che si smarriscono dentro nebbie radioattive (“Cheshiahud Loop”, “Jiang Qing, Zhang Chunqiao, Yao Wenyuan & Wang Hongwen in Dahomey”), voli spaziali (“From Cracked And Bloodied Fingers”), minimalismo ipnotico suggestionato dall’afrobeat (“Cromsby Grovernor Worthington’s Jujujaiponmolam”) e soundscape minacciosi (“Noon”).
Se vi è piaciuto “Asynchronic”, recuperate anche questo.
13/12/2010
L'affascinante sintesi sonora del misterioso musicista americano
Nuove direzioni sonore per il misterioso Aboombong, in un disco comunque interlocutorio
Un'unica traccia di un'ora per un omaggio all'ambient-cosmica e alla new age
Il misterioso musicista americano continua a rilasciare dispacci sonori attraverso il suo Bandcamp
Ancora una traccia da un'ora per il misterioso musicista di Seattle
La celebrazione definitiva del pop come forma d'arte nel nuovo album dell'84enne ex-Beatles
Percussioni fatte in casa, riverberi abissali e una grammatica antica: quando la musica elettronica smette di imitare e comincia a pensare
Una decisa svolta creativa per il chitarrista dei Radiohead
Un disordinato ma trascinante mix di psych-pop, funky-rock, soft-soul e southern-rock
Parole che prendono corpo, sonorità vivide, un album live esplosivo
Un calderone pop in equilibrio tra psichedelia e progressive
La band piacentina debutta all'insegna dello shoegaze
Il pranzo è servito: un gustoso menù chamber-pop