Candy Claws

Hidden Lands

2010 (Two Syllable) | dream-pop

Il suono mirabolante di meningi giovani e fertili, scorrazzanti per immensità sottomarine: questo è ciò che richiamano i riverberi e le suggestioni delle terre nascoste di questo quarto disco dello "spericolato" ensemble a nome Candy Claws. Gli otto di Fort Collins, nonostante tutto appena ventenni, paiono isolati in un "Signore delle mosche" musicale, una riproduzione miniaturizzata del mondo, al cui interno potersi esprimere secondo dettami unicamente impartiti dalla propria coscienza. Un luogo dove poter riscoprire nuovamente, senza il filtro di millenni di civiltà, il rapporto con la musica, con gli strumenti musicali: assaporare il piacere di rintracciare le note sulla tastiera (strumento che, all'inizio della composizione di "Hidden Lands", nessuno di loro sapeva suonare), ricostruirne le forme, adattarne di nuove alla sensibilità del momento.
Piace - va ammesso - e stuzzica non poco questo rapporto virginale con l'espressione musicale, quest'atmosfera giocosamente sovversiva di libertà creativa. È qui che l'essenza "spericolata" della band del Colorado viene fuori: più in alto si arriva, più dura è la caduta.

L'inizio, informe, affidato a "In The Deep Time" non deve spaventare. È solo il momento di concitazione all'ingresso della giostra preferita, in cui i legacci con la realtà si palesano ancora, sotto forma del clangore di ingranaggi che si mettono in moto. Atmosfere burtoniane ("Sunbeam Show"), popolate da giocattoli meccanici e pesci giganti, attendono (e accolgono, con naturalezza) la parte di noi che ancora ammette lo stupore e lo lascia sedimentare, chiedendo di non venire interrotto da vane ritrosie.
È l'unico approccio possibile a un disco nel quale pare non vi sia distinzione netta tra una traccia e l'altra (in un costante rimbalzo di auto-campionamenti) e il tempo sembra dissolversi in un abbraccio circolare di splendenti riflessi dorati. Come se Victoria LeGrand, novella Alice, venisse imprigionata e sedata in una "Endlessly" e costretta agli straordinari dalla strega Fraser.

"Hidden Lands" è un sogno da cui non ci vorrebbe risvegliare, eppure il biglietto vale per una sola corsa. La prima cosa che si avverte, nel tornare alla luce abbacinante della realtà, è la necessità di ricatalogare quanto appena colto: i balli di gruppo, intonati su gusci di crostaceo da spettrali evocazioni, di "Warm Forest Floor" e "Silent Time Of Earth", l'ipnosi orientaleggiante di "Hiding", gli scorci del saluto d'addio di "A Strange Land Discovered". E, così, è presto svelato il segreto dei Candy Claws: le loro anelate "terre nascoste" non sono che le nostre...

(06/08/2010)

  • Tracklist
1. In The Deep Time
2. Sunbeam Show
3. Warm Forest Floor
4. On The Bridge
5. The Breathing Fire
6. Silent Time Of Earth
7. Hiding
8. Miracle Spring
9. Sun Arrow
10. A Strange Land Discovered
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