Genocide Organ

Leichenlinie 1989/2009

2010 (Tesco Organisation) | industrial

"Leichenlinie": letteralmente la fila di cadaveri, ovvero il primo lavoro targato Genocide Organ, l'inizio dell'epopea targata Tesco Organisation e, contemporaneamente, la nascita di una delle avventure sonore più oltranziste, e allo stesso tempo più importanti, nate in seno alla scena industriale europea tra il volgere degli anni 80 e l'inizio dei 90.
Una ristampa provvidenziale, questa ad opera di  Tesco - label fondata dagli stessi Genocide Organ - poiché, se da un lato permette a tutti i cultori dell'epopea industriale di entrare finalmente in possesso di un cimelio targato G.O. senza dover dilapidare il proprio patrimonio, contemporaneamente permette di tornare a parlare di un disco che ha marchiato a fuoco l'evoluzione tutta della cosiddetta industrial music.

In seno alla cultura industriale sviluppatasi a cavallo tra 80 e 90, Genocide Organ ha infatti rappresentato per l'Europa continentale, e per la Germania in particolare, quello che nella stessa decade Whitehouse ha saputo rappresentare in terra d'Albione: il definitivo affrancamento del genere da qualsiasi tentativo di critica sociale positiva che, al di là del mero dato sonoro, la cultura industriale fino ad allora poteva aver rappresentato ed espresso.
La prima avanguardia industriale - incarnata da Throbbing Gristle e dalla Industrial Records - aveva scelto di utilizzare un collage di rumori, immagini e liriche allo stesso tempo scioccanti e morbose per far emergere una sovrastruttura caratterizzata da istanze meta-musicali di profonda critica agli assetti socio-politici che caratterizzavano l'allora Occidente capitalista. Allo stesso modo, con band del calibro di Whitehouse e Sutcliffe Jugend, si è poi assistito a una evoluzione del concetto di musica industriale, non più vincolato da siffatte urgenze: morbosità, violenza, efferati episodi di cronaca storica più o meno recente non sono più metafore con cui dover fare i conti; si scruta l'abisso, infatti, per la naturale fascinazione che scaturisce dall'ossessione.

"Leichenlinie" ovviamente rientra in quest'ultima accezione che la parola industrial ha assunto. Lontani anni luce dal sovversivismo anarchico dei conterranei Einsturzende Neubauten, i Genocide Organ fanno, letteralmente, calare il passamontagna - elemento estetico questo che identificherà da subito il progetto tedesco fino a creare lunghe file di emulatori in ambito industriale - per confinarsi in un'anonimia che spesso e volentieri flirta con la Storia con cui non è possibile giocare - nazismo e totalitarismi - perversioni erotiche ed immaginari oltremodo sadici e violenti.

A livello sonoro ci troviamo dunque su quella terra di confine in cui l'industrial music si confonde e diventa power electronics: resiste ancora, quindi, un approccio se vogliamo "costruttivo" con la fonte sonora - qualunque essa sia - per cui questa, sia essa oggetto o strumento, viene suonata , o meglio  percossa e distorta. Contemporaneamente, però, assistiamo a una netta predominanza dell'elemento-rumore nella sua affascinante e tremenda nudità: il rumore è il tutto in sé, per sé e da sé. La frequenza filtrata, soffocata, fatta a pezzi, distorta è esattamente il tratto tipico e caratterizzante "Leichenlinie" tutto. Elementi questi che ritroviamo a partire da "Ave Satani", lugubre prologo d'apertura di questo lavoro, per arrivare all'assalto di "Mind Control", in cui urla straziate vengono manipolate e filtrate così da svettare su una ridda di distorsioni costruite a partire dalla catatonia di frequenze striscianti, soffocanti, anemiche. La stessa claustrofobia che ritroviamo poi in "Face Of Horror", episodio monumentale in cui la voce del Marlon Brando/Colonnello Kurtz di "Apocalypse Now" si innesta su una minimale linea di sintetizzatore, interrotta dal contrappunto metallico delle percussioni. 

Una ristampa questa  che quindi non può mancare sugli scaffali di tutti i cultori del suono industriale nella sua essenza e accezione primigenia. Se ne sconsiglia l'acquisto, invece, a tutti coloro che, stanchi dalla protratta ricerca di un valore comunicativo in prodotti come questo che nascono - per l'appunto - per negare qualsiasi tipo d'assunto positivo, si ostinano a ricercare significati reconditi davanti a un monumento all'ossessione.

(17/06/2010)

  • Tracklist
  1. Ave Satani
  2. Mind Control 
  3. Klaus Barbie 
  4. Face Of Horror 
  5. Come Orgasm 
  6. Stalins Orgeln 
  7. 1... 2... Tot 
  8. Negros In Sky-Wars 
  9. Keiner Kommt Zurück 
  10. This Is No Lie 
  11. Amazade Y Negri 
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