Kula Shaker

Pilgrims Progress

2010 (Strangefolk)
psichedelia, rock

I riformati Kula Shaker continuano a rinverdire con buoni risultati i fasti della loro seconda vita musicale, grazie a un nuovo album che prosegue il discorso inaugurato dal precedente e moderatamente fortunato “Strangefolk”, apprezzabile lavoro che ha avuto se non altro il merito di riportare la band di Crispian Mills all’attenzione di un pubblico più giovane e incuriosito. Registrato in completa libertà nel proprio studio privato, accuratamente nascosto tra le mistiche selve del Belgio, risuonanti di fiabe mitiche e remote leggende popolari, “Pilgrims Progress” riattiva il polveroso carosello psych-folk caro alla band, impregnato di salmodianti visioni merseybeat e litanie spiritualiste che tendono però nelle nuove composizioni ad abbandonare le trascorse (e famigerate) infatuazioni orientali (non sempre improntate a una credibile sobrietà stilistica, questo va detto...) in favore di un misticismo canoro dal profilo più celtico-continentale.

La qualità esecutiva della band al solito non si discute, così come il gusto e la competenza compositiva che essa riversa nella costruzione dei singoli brani, sempre eleganti e formalmente impeccabili nel loro rivisitare con puntiglio a tratti quasi maniacale il patrimonio di sonorità genuinamente sixties di band come Pink Floyd, Grateful Dead, Traffic, Hawkwind, Iron Butterfly, Moody Blues o Incredible String Band.
I nuovi pezzi a ben vedere tradiscono per lo più insistite velleità prog-folk pastorali che a tratti fanno quasi venire in mente certi Jetro Tull, soprattutto in un lungo pezzo come “Winters Call” o in “Ruby” e “Peter Pan RIP”, edificate su fraseggi acustici molto ma molto felici per quanto scarsamente originali.
Tuttavia anche l’imitazione è un’arte, in quanto, a differenza della semplice copia, essa richiede oltre alla meccanica applicazione di una tecnica schematica anche e soprattutto l’esercizio spassionato di un sincero atto d’amore e i Kula Shaker, da questa prospettiva, come pochi altri hanno saputo ricavare una vera e propria macchina citazionistica a nastro continuo dalla propria sconfinata devozione verso il mito intramontabile del rock psichedelico anni Sessanta.

“Pilgrims Progress” è dunque un disco che non deluderà i fedeli seguaci del gruppo, regalando una manciata di nuovi pezzi entusiasmanti (come anche “Barbara Ella” o “Modern Blues”), ma che, del tutto prevedibilmente, non sposterà di un millimetro le convinzioni (in parte fondate) dei detrattori più inamovibili, sempre pronti a tacciare la band inglese di un blando revivalismo autocelebrativo e vagamente masturbatorio. Forte del proprio onesto mestiere e della propria sottile erudizione archeologica, la band può comunque continuare a sognare imperturbata.

22/07/2010

Tracklist

  1. Peter Pan RIP
  2. Ophelia
  3. Modern Blues
  4. Only Love
  5. All Dressed Up
  6. Cavalry
  7. Ruby
  8. Figure It Out
  9. Barbara Ella
  10. When A Brave Meets A Maid
  11. To Wait Till I Come
  12. Winters Call

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