Magnetic Fields

Realism

2010 (Nonesuch) | pop, folk

Il gemello di distorsione nasce esattamente due anni dopo, e si chiama realismo. Sono due gemelli biovulari: Stephin Merritt, noto anche come il sig. Magnetic Fields, li voleva chiamare "Vero" e "Falso", ma non riusciva a decidere quale disco battezzare come vero e quale battezzare come falso. Perché per lui, tutta la musica è insincera, e "Realism" è il suo modo di provare che l'autenticità è un falso mito persino in un genere profondamente autobiografico e non-commerciale come il folk. Citandolo: "il folk è più una categoria di marketing che un genere musicale".

Sentendo l'album, il messaggio è chiarissimo: il folk è solo l'ennesimo vestitino che l'eclettica produzione di Merritt fa indossare alle sue nuove canzoni, che appartengono come sempre al repertorio inconfondibile dei Magnetic Fields: brevi voli pindarici nel pop, tra sentimento e sarcasmo, piccole metafore della vita, pillole amare che da piccoli ci porgevano in un cucchiaio di miele. Chi ha sentito il precendente disco sa già a cosa mi riferisco. I pezzi di "Realism" e di "Distortion" sono quasi intercambiabili: "You Must Be Out Of Your Mind" è la gemella di "California Girls", così come "I Don't Know What To Say" è "Old Fools" suonata con mandolini e spinette.

"Realism", per la sua produzione "formalmente folk", piacerà molto ai fan dei primi Magnetic Fields, quelli del commovente e ante-litteram lo-fi pop di "Holiday" e soprattutto di "Distant Plastic Trees" (un pezzo come "Better Things" sembra uscito direttamente dal 1993, e per stessa confessione dell'autore "The Dada Polka" era nel cassetto da anni e anni), sebbene più di un pezzo risenta pesantemente dei recenti lavori di Merritt nel teatro off-Broadway e nell'operetta ("Seduced And Abandoned", "The Doll's Tea Party").

Interessanti gli arrangiamenti e la produzione, fatti di strumenti sconosciuti persino ai musicisti (tra cui tabla prese in prestito da Devendra Banhart!) e registrati apposta nel bagno ("From A Sinking Boat") per ottenere un effetto-eco quasi artificiale che è percettibile nelle parti vocali di molti pezzi. I Magnetic Fields, del resto, sono un ensemble stra-affiatato: eccezionali come sempre le seconde voci Shirley Simms e Claudia Gonson, ed è bello veder ritornare alla fisarmonica lo scrittore Daniel Handler/Lemony Snicket.

Sentire un finto-folk "bianco" come quello di "Realism" riporta alla mente le voci passate sul cosiddetto "razzismo di Merritt" (sterile polemica nata da una dichiarazione in cui "confessava" di non essere fan della musica nera, ndr). La musica dei Magnetic Fields è in effetti praticamente priva di elementi neri, ma non si può che essere d'accordo con Merritt quando dice che "il razzismo definisce l'intera categoria del folk" (si pensi al folk americano dei bianchi che cantano con accento del sud, al folk-blues dei neri che cantano con accento del sud, al folk come musica tradizionale inglese e al folk del resto del mondo che non si sa perché viene chiamato "world").
"Realism" cerca coraggiosamente di superare queste distinzioni, ma ci riesce solo a metà. L'influenza dichiarata di "Wildflowers" di Judy Collins (capolavoro, ndr), un disco estremamente vario e oltre la classificazione "di genere", è percettibile solo nei cambiamenti di ritmo (onnipresenti peraltro in tutta la produzione Magnetic Fields), dato che né riesce a uscire dal riconoscibilissimo stile di songwriting dei Magnetic Fields, né riesce a raggiungere l'universalità delle canzoni di Leonard Cohen, né ha a disposizione una voce come quella di Judy Collins.

Accontentarsi degli adorabili "bzzzz"di "We Are Having A Hootenanny" è molto facile, come lo è lasciarsi trasportare da un disco insieme profondo e leggero (nonché musicalmente perfetto) come "Realism", ma i Magnetic Fields sono fatti per "Better Things", il gioiellino del disco: "And I have heard/ the singing of real birds/ Not those absurd birds/ That simply everybody's heard/ Real birds". Il potere di due accordi di ukulele fa sempre paura.

(01/02/2010)

  • Tracklist
  1. You Must Be Out Of Your Mind
  2. Interlude
  3. We Are Having A Hootenanny
  4. I Don't Know What To Say
  5. The Dolls' Tea Party
  6. Everything Is One Big Christmas Tree
  7. Walk A Lonely Road
  8. Always Already Gone
  9. Seduced And Abandoned
  10. Better Things
  11. Painted Flower
  12. The Dada Polka
  13. From A Sinking Boat
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