MYSTERY JETS - Serotonin

2010 (Rough trade)
pop

La copertina di “Serotonin” racconta molto sul contenuto di questo terzo album (in quattro anni) della band londinese, come sempre meno spesso, peraltro, fanno le copertine degli album: i Mystery Jets sono un gruppo che vuole piacere e piacersi, che ama guardarsi allo specchio. In questo nulla di male, beninteso. Così, per il nuovo lavoro in studio, consacrato all’eccitatorio “ormone del buonumore” e messo a punto con l’aiuto del vecchio luogotenente del pop britannico Chris Thomas (un curriculum chilometrico che srotola il suo tappeto rosso di imprese produttive dai Beatles giù giù fino ai Pulp), i Mystery Jets non raddrizzano più di tanto la traiettoria del vecchio gettonatissimo “Twenty One”, proseguendo lungo la via luminosa di un frizzante mainstream-pop stampigliato con caratteri tipografici in corpo eighties all’inchiostro simpatico.

Un gruppo, i Mystery Jets, che, a ben vedere, non ama troppo giocare a nascondino con finte pretese libresche da accademia degli intellettuali indie e che, del tutto conseguentemente, si immerge a capofitto nell’antimateria del puro intrattenimento canzonettaro, sporcandosi mani e gomiti con la più lubrica e febbricitante vasellina pop (un miscuglio di Cars, Blondie, 10cc, ma anche Style Council, Visage o Elton John), sfruttando il dogma tutto contemporaneo per cui chi si scandalizza non capisce o è un animale retrogrado, visto e considerato che tutte le arcaiche linee Maginot tra il consentito e l’immorale sono state ormai spensieratamente cancellate con un sbaffo veloce di rossetto indisponente.

Laddove dunque il conformismo di ieri può diventare l’unica trasgressione con stile di adesso, proprio in quel microscopico iato semantico senza vie d’uscita, gruppi sagaci come i Mystery Jets infilano la pagina sottilissima delle loro canzoncine da doccia propedeutica, tutte gel e ritornelli da una botta e via, bistrate qua e là da un sentimentalismo forse un po’ lessato dall’usura dei decenni, ma ancora bello appiccicaticcio e perfettamente fungibile (come resistere infatti a motivetti tentatori come “Lady Grey”, “Dreaming Of Another World” o “The Girl Is Gone”?).

In definitiva cosa volete che vi dica? Ascoltate questo disco come un losco Hit Mania Ottanta da televendita notturna e rallegratevi l’anima (se ancora vi riesce) per il puro e inutile piacere che dà.

09/08/2010

Tracklist

  1. 1. Alice Springs
  2. 2. Too Late To Talk
  3. 3. The Girl Is Gone
  4. 4. Flash a Hungry Smile
  5. 5. Serotonin
  6. 6. Show Me The Light
  7. 7. Dreaming Of Another World
  8. 8. Lady Grey
  9. 9. Waiting On A Miracle
  10. 10. Melt
  11. 11. Lorna Doone

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