Pazi Mine

Pazi Mine

2010 (Super Fake) | heavy rock

I Pazi Mine (un quartetto con radici tra Ferrara e Mantova) regalano nel loro album d’esordio un potente manufatto psych-heavy-rock, bello teso e vibrante, spezzato qua e là da accenti vagamente nu-metal e da un tono irrisolto tra il sognante e l’apocalittico, fatto di sfuriate strumentali (“The Waves You’re Cradled...”) in contrappunto rapsodico con sequenze dal profilo più cantabile (“The Thaw”), nelle quali a emergere è soprattutto la voce enfatica di Sara Ardizzoni. All’ombra di spietate progressioni metalcore (in cui si sentono echeggiare tanto i Deftones quanto i Queens Of The Stone Age) e scansioni di ritmi geometrici aggrovigliati in equazioni math-esponenziali (“Square The Circles”), la band realizza un lavoro molto scuro e abrasivo, che si lascia godere nei suoi spigoli e nelle sue screziature stilistiche. Una certa tendenza alla magniloquenza solenne e teatrale di alcuni passaggi andrebbe forse limata, ma nel complesso non dispiace. Il disco è stato registrato nel Blocco A di Padova sotto la supervisione di Giovanni Ferliga (Aucan), e masterizzato allo studio “la Maestà” da Giulio Favero e Giovanni Versari.

(25/10/2010)

  • Tracklist
1. Witness of Recurring Dream
2. Here
3. Standstill
4. The Waves You’re Cradled
5. Dissect
6. Square The Circles
7. Rip Yourself Open, Sew Yourself Shut
8. The Thaw
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