Al Doum & The Faryds

Al Doum & The Faryds

2011 (Autoprodotto) | psichedelia

Sono decenni che i musicisti underground vanno a pescare a piene mani nei suoni e nelle suggestioni dell'Africa e del Medioriente, cosa che per l'appunto fanno anche Al Doum & The Faryds, ensemble di sei componenti dedito a una musica che sa mischiare con creatività etno-esotismi stranianti e psichedelia occidentale.

Dentro questo bel vinile omonimo c'è un po' di tutto, per di più mischiato con ottima maestria. Ci sono immancabili richiami a Omar Souleyman, o comunque a quell'ambito di suoni di cui il musicista siriano è diventato (giocoforza) punto di riferimento, c'è il free jazz più mediorentaleggiante, c'è del kraut-rock - soprattutto nella versione etno di Beetween e Agitation Free - e c'è un'oscurità inquieta e a tratti inquietante, che riesce a dare il senso di una musica non del tutto conoscibile.
I pezzi sono cinque e tutti non meno che buoni. Saltano all'orecchio la trance mistica di "Totem", dodici minuti di feedback alla Velvet Underground su cui planano sventagliate (free) di sax, e la tribaleggiante "Dust".
La conclusiva "Elephant" rende espliciti i legami sonori con la Jooklo Family.

Julian Cope
ha già messo gli occhi su questo disco e lo ha recensito positivamente sul suo sito-bibbia. Se siete su queste lunghezze d'onda non fatevelo sfuggire.

(16/02/2012)

  • Tracklist
  1. Turmeric
  2. Totem
  3. Counting Dunes
  4. Dust
  5. Elephant
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