Cake

Showroom Of Compassion

2011 (Upbeat Records) | alt-rock

Destino ingrato, quello delle band come i Cake: non abbastanza allineate per sfondare davvero, non abbastanza sofisticate per compiacere i palati snob. Il copione è il solito: un paio di hit alternative che fanno accendere i riflettori ("The Distance" e "Never There", nella specie, piazzate entrambe nella seconda metà degli anni Novanta), un contratto con una major che non riesce a dare i frutti sperati e, alla fine, il ritorno più o meno prevedibile all'indipendenza. Negli oltre sei anni trascorsi dalla precedente fatica ("Pressure Chief"), John McCrea e soci hanno abbandonato la Columbia e hanno dato vita alla propria etichetta discografica, la Upbeat Records, inaugurata un paio d'anni fa con una raccolta (non esattamente imprescindibile) di b-side e rarità.
"Showroom Of Compassion" celebra così il ventennale di carriera dei Cake senza rinunciare all'inconfondibile marchio di fabbrica del gruppo: chi li ricorda per la loro irresistibile cover di "I Will Survive" o per quella "Short Skirt / Long Jacket" diventata la sigla della popolare serie televisiva "Chuck", non faticherà certo a riconoscerli. Fin dal singolo "Sick Of You" (balzato nella top 5 della chart di rock alternativo di Billboard, come non accadeva dai tempi d'oro), la band di Sacramento mette in mostra ancora una volta gli intrecci di basso e chitarra pieni di groove, i fiati tex-mex e l'incorreggibile attitudine slacker di sempre. Tutto l'occorrente per riproporre la fatidica domanda: come è possibile che un gruppo come i Cake non sia mai andato oltre lo status di cult band?

"It's been a long time": già in apertura i Cake ammiccano subito alla loro lunga lontananza dalle scene. Ma il tempo, ad ascoltare "Showroom Of Compassion", non sembra essere passato più di tanto, per i californiani. Lo sa bene anche McCrea, in fondo: "Sono sicuro che tutti diranno che il nostro nuovo disco suona esattamente come tutto quello che abbiamo fatto prima, anche se secondo me è profondamente diverso". Questione di sfumature, come quelle delle tastiere che conferiscono ai brani inedite tonalità Seventies. Ma "Showroom Of Compassion" si presenta sin dalla copertina come un disco targato Cake al 100%: la voce di McCrea e la tromba di Vince Di Fiore parlano chiaro, anche se la contagiosa esuberanza di album come "Fashion Nugget" e "Prolonging The Magic" - inutile nasconderlo - resta lontana.
Le canzoni al primo posto: è questa la filosofia dei Cake. "Bisognerebbe lasciare che ogni canzone faccia quello che vuole, invece di imporre qualche artificiosa costruzione intellettuale". Canzoni che invitano a unirsi al party, ancheggiando sul funky scoppiettante di "Mustache Man (Wasted)". Canzoni con un'impronta melodica da far felici gli Weezer, da "The Winter" a "Got To Move". Canzoni che vanno a ripescare il passo storto delle origini, come nel valzer country di "Bound Away". A fare da spartiacque, l'escursione strumentale di "Teenage Pregnancy", che si lascia guidare da un carillon di pianoforte attraverso paesaggi western degni dei Calexico dell'era "Feast Of Wire".

Non mancano ovviamente i momenti di semplice contorno, così come non manca l'ennesima cover: stavolta tocca a "What's Now Is Now" di Frank Sinatra (da sempre uno degli eroi musicali dei Cake), declinata secondo la lezione dei Fleetwood Mac di "Rumours". Tra volute barocche ("Italian Guy") e spirito tardo-beckiano ("Easy To Crash"), i Cake non rinunciano alla loro vena sarcastica, prendendosi gioco in "Federal Funding" dell'America delle sovvenzioni statali. Già il titolo dell'album, "Showroom Of Compassion", suona come un manifesto anti-ipocrisia: del resto, la band non è certo nuova alle prese di posizione politiche e ambientali, come testimonia anche la scelta di registrare il disco in uno studio alimentato esclusivamente con energia solare.
Nonostante i vari avvicendamenti succedutisi nel gruppo fino a oggi, insomma, la carta d'identità dei Cake non cambia: troppo uguali a sé stessi, dirà qualcuno (ricordate la parodia di "Weird Al" Yankovic in "Close But No Cigar"?). Ma stupire a tutti i costi non è mai stata una loro preoccupazione. I Cake si accontentano di continuare a fare quello che sanno fare meglio: perpetuare la nobile arte della canzone pop. Orgogliosamente fuori moda.

(14/01/2011)

  • Tracklist

1. Federal Funding
2. Long Time
3. Got To Move
4. What's Now Is Now
5. Mustache Man (Wasted)
6. Teenage Pregnancy
7. Sick Of You
8. Easy To Crash
9. Bound Away
10. The Winter
11. Italian Guy

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