Candlemass

Epicus Doomicus Metallicus (ristampa)

2011 (Peaceville) | doom-metal

Breve ma doverosa segnalazione dell'ennesima ristampa di un classico del moderno doom-metal, ovvero il primo album degli svedesi Candlemass, "Epicus Doomicus Metallicus", uscito originariamente nel 1986 per la Black Dragon. La Peaceville ha immesso da un paio di mesi un'edizione deluxe di questa pietra miliare in un digibook (sì, proprio un digipack a forma di libro) contenente due cd e un ricco libretto. Nel primo disco trova posto l'album nella sua forma originale, opportunatamente rimasterizzato ad hoc, mentre nel secondo disco vienre riproposto lo stesso album, però come sottofondo a un lungo commento del bassista dei Candlemass, Leif Edling, che racconta la genesi del disco e varie curiosità sulla sua realizzazione. Un bonus disc quindi piuttosto inutile.

Su "Epicus Doomicus Metallicus" c'è poco da aggiungere a quanto si è già abbondantemente detto in proposito. Si tratta del primo album di un "epic doom metal", discendente sì dai Black Sabbath, ma con un sound aggiornato agli anni Ottanta, come dimostrano le accelerazioni speed-metal di "Crystal Ball", la raccapricciante "Demon's Gate" e la sabbathiana "Black Stone Wielder". Su tutte le tracce, svettano le evocative "Solitude", "Under The Oak" (riproposta anche nel loro quarto album) e "A Sorcerer's Pledge", ricche di ricami acustici e atmosfere post-romantiche.

A ben vedere, i Candlemass con questo loro debut-album e con il successivo "Nightfall", del 1987, si ritagliarono un posto d'onore tra i nuovi metal-doomer, certamente tra i meno calligrafici (come erano, ad esempio, gli americani Saint Vitus). In "Epicus Doomicus Metallicus" era ancora presente l'originario vocalist Johan Langquist, che era assai meno enfatico del loro cantante ufficiale, Messiah Marcolin.
Le note del libretto sono state scritte da un vecchio fan del gruppo, Aaron Stainthorpe dei My Dying Bride (gruppo in effetti piuttosto influenzato dai Candlemass, al pari dei Paradise Lost).
Per i neofiti, raccomandata invece l'edizione della Powerline Records, uscita nel 2004 e contenente, nel bonus cd, un concerto inedito del 1986. Certo, è un riempitivo anch'esso, ma almeno contiene della musica e non delle parole in un inglese "svedesizzato"!

Insomma, un'occasione buona per metà. Un 7/10 al valore dell'album originale, ma un 5/10 alla discutibile operazione della Peaceville, quindi, un 6/10 di media.

(26/07/2011)

  • Tracklist
  1. Solitude
  2. Demon's Gate
  3. Crystal Ball
  4. Black Stone Wielder
  5. Under The Oak
  6. A Sorcerer's Pledge

Bonus cd:

Epicus oomicus Metallicus with commentary by Leif Edling

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