Brian Lee McKenzie è il misterioso (e mascherato) chitarrista canadese che si cela dietro al moniker Electric Bird Noise, vagamente reminiscente di Durutti Column. Dopo l'esperimento ambientale di "Le Vestibule/Le Vestibule Transitoire" e la colonna sonora per "Gragile Hearts Fragile Minds", "Silber Session" raccogli scarti e brani utilizzati nelle più disparate occasioni (da colonne sonore a piece teatrali), mai pubblicati su disco.
Ne risulta una galleria stralunata, da cui si salvano almeno le jam chitarristiche post-rock di "Onward! (Too)" e "Christmas With Reilly", e numeri più istituzionali che contengono almeno un'astrazione ("Six Ligertilys For Elena").
Quindi vengono cauti esperimenti, come la sonatina con risonanze vitree di "Morning Mother Mourning Dove", i fingerpicking allucinati di "February 23rd" e "Cubism", la distorsione a guisa d'organo da cattedrale con spettri cosmici finali di "Santa Claus Is Coming to Town", l'equilibrata sortita alt-country senza parole di "Brian's Theme" e il flirt col trip-hop senza chitarra di "Moments Like Last Night Make Me Wanna Believe in Ghosts". Un ultimo numero della sua personale avanguardia viene dai loop e i timbri filtrati di "Fall of the World Trade Center".
Raccolta d'incompiuti di classe, d'idee disimpegnate ma non troppo, che ondula tra poca ambizione, polo negativo, e media intensità, polo positivo. Tutto dura troppo poco, ma sono svarioni autoriali che dimostrano perlomeno un luccicante eclettismo.
14/11/2011