ROSENTHAL - Luna

2026 (Afterimages)
dream-pop, shoegaze

Il dolore è una delle materie prime più potenti a disposizione della creatività umana. Quando la sofferenza incontra l’arte, si attiva un processo di autentica alchimia sonora: il tormento si trasforma in composizioni oscure, sognanti e, infine, portatrici di speranza. Non si tratta di una semplice fuga dalla realtà, ma di un autentico percorso catartico, capace di guidare l’ascoltatore attraverso le tenebre per riconnetterlo alla luce.

L’esordio del musicista danese Rosenthal (aka Jeppe Kiel Revsbech) è un viatico a base di riverberi chitarristici shoegaze e dream-pop, di strumenti elettronici in cerca di spazi cosmici e di attimi di riflessione che raccontano di addii, di fragilità emotiva ma anche di sogni.
“Luna” è un album che racconta l’evoluzione di Rosenthal da musicista DIY ad autore contornato da una solida band di supporto; sette anni di demo e ripensamenti che hanno trovato una svolta solo quando Revsbech (voce, basso, chitarra, sintetizzatori) ha individuato in Kjaergaard (chitarra) e Asker Bjork (batteria) i giusti complici di quest’avventura.

Non necessariamente rivoluzionario, ma sufficientemente ispirato, l’esordio di Rosenthal si destreggia tra echi dei Cocteau Twins (“Afraid Of Stairs”), riverberi darkwave alla Cure (“Heart”) e slanci dream-pop/shoegaze alla New Order (“Lashes”). Più che giocare sul sicuro, però, il musicista danese prende spunto da questi riferimenti stilistici per un progetto che possiede personalità, in “A Dream” reinventa e rielabora la materia sonora sopra citata per un brano sognante, che alterna sonorità decise a toni sospesi e frammentari che, come una ninna nanna, invitano alla rinascita.
Questo processo di introspezione crea un filo invisibile che lega il breve sibilo di “Intermezzo” alla sorprendente rilettura di uno dei primi singoli, “Void”, che nella nuova versione si trasforma in una ballata folk soffusa con tanto di batteria spazzolata e una melodia minimale dai forti cenni poetici.

Con “Luna” Rosenthal si evolve da compositore di brani dream-pop a vero artefice di un disco dalla coesa struttura narrativa. Le canzoni creano un mosaico di suggestioni interessanti, e trovano nel groviglio di voci, synth e suoni in reverse di “The Home Stretch” la perfetta chiosa finale.

08/07/2026

Tracklist

  1. 1. Heart
  2. 2. Afraid of Stairs
  3. 3. Luna
  4. 4. A Dream
  5. 5. Intermezzo
  6. 6. Lashes
  7. 7. Void
  8. 8. The Home Stretch

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