Terzo album per la Riot Season (settimo in assoluto), “RRR” ci riconsegna il collettivo di sette elementi Hey Colossus, anche se i musicisti che hanno preso parte alla realizzazione del disco sono stati in tutto nove.
Disco che gioca la carta di una varietà stilistica più accentuata, lavorando anche su passaggi più ipnotici e misteriosi (“Teased From The Nest”, il mantra “incazzato” della title track, la fuliggine raga di “Warmer The Belter”, non esente anche da intrippamenti cosmici), “RRR” non dimentica, comunque, di esaltare l’essenza più intima della band (un assordante concentrato di sludge e doom) in brani come “The Drang”. In ogni caso, appare decisamente superata la formula energica e sanguinolenta di alcuni momenti del passato o, quantomeno, quando riaffiora qualche indizio, la visceralità è più contenuta, non certo memore, per esempio, di quella che si poteva riscontrare su “Project: Death”. Insomma, heavy ma con un taglio quasi “intellettuale”, un approccio chirurgico, anche se molte stratificazioni e molti snodi evidenziano pur sempre un espressionismo acido.
“Rotated For Success” ripesca anche il substrato motorik, lanciandosi in una folle corsa che culmina in una coda deragliante, mentre “Almeria, Spain” sembra un concentrato di Orthodox e Bardo Pond alla deriva.
Per noi italiani, comunque, la cosa più intrigante potrebbe essere rappresentata da “I Am Bunga Bunga”, brano che, ovviamente, vuole dire la sua sulle più recenti disavventure erotiche del nano più famoso d’Italia. La loro personale “Oh Yeah”, trasmessa in un tunnel di strepiti informali e voci maniacali.
Complessivamente, un disco da consigliare soprattutto agli appassionati della band o delle sonorità capaci di mediare tra retaggi metallici, ascendenze lisergiche e svariani artistoidi.
03/07/2011