Richard Youngs

Amplyfing Host

2011 (Jagjaguwar) | rural-folk

Richard Youngs ha sempre fatto dell'improvvisazione uno dei suoi punti di forza. E non parlo di generi musicali, ma di come riesca continuamente a spiazzare il suo pubblico. Folk, minimalismo, synth-pop, fingerpicking, songwriting e altro ancora. Un continuo cambio di rotta che ha portato anche a un considerevole aumento della sua prolificità (con alterni risultati). Il nuovo "Amplyfing Host" muta ancora registro, virando verso una dimensione decisamente rurale.

Analogamente ai recenti esperimenti di mr. Ben Chasny aka Six Organs Of Admittance, Youngs gioca qui con una chitarra acustica, sorretto di volta in volta da leggerissime vibrazioni dei piatti della batteria, da un ritmo dettato sempre dalle sei corde, da qualche timida frusta e da una tromba.
A fronte dell'esigua strumentazione, l'afflato minimale e intimo del disco raggiunge qualche picco emozionale, come nel mantra "Too Long For The Power": la litania si gioca su un giro di chitarra reiterato e accompagnato dal canto e dalla tromba, il contorno delle fruste sulla batteria ottiene un effetto molto simile alle performance dal vivo di Boduf Songs.
Purtroppo, il guaio del disco è che ripete per 36 minuti lo stesso schema, alternando accordi minimali e fasi sostenute dall'ingresso di chitarra e batteria. Si aggiunga a ciò una certa previdibilità nel costruire le melodie.

Le sei tracce si susseguono senza particolari note di novità, finendo col rendere la proposta complessiva noiosa e telefonata. E' un peccato, perché sarebbe bastato non molto per fare di un disco fondamentalmente noioso un album quantomeno interessante. Per i fan di Jandek potrà risultare interessante. Per noi sarà per la prossima, si spera.

(27/07/2011)



  • Tracklist
  1. Furrows Again
  2. Too Strong For The Power
  3. Tessellations
  4. Holding Onto The Sea
  5. A Hole In The Earth
  6. This Is The Music
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