Telescopes

Taste / The Perfect Needle

2011 (Bomp!) | spacerock, shoegaze

The Telescopes, inglesi di Burton ferini e sanguigni. Spacerock e shoegaze, queste le etichette a cui li si associa: l'anello mancante tra Spacemen 3 e My Bloody Valentine, in breve, considerando che dagli uni ereditano la componente Stooges, dagli altri i watt.

 

Si formano nel 1988 per mano di Stephen Lawrie, e nelle intenzioni, ascoltandone gli esordi, c'è il voler continuare il discorso dei Jesus & Mary Chain di "Psychocandy" - passando per i Primal Scream del secondo disco - contestualizzandosi allo zeitgeist di allora. Debuttano condividendo uno split con i Loop, "Forever Close Your Eyes", prima del breve passaggio - il tempo di due singoli - alla Cheree Records e dell'approdo, nel 1989, su What Goes On che ne licenzia prima un Ep, "The Perfect Needle", poi l'esordio adulto "Taste". E sono questi ultimi i titoli che ci interessano, dacché la beneamata Bomp li accorpa in un unico cd che in pratica condensa - con buona pace delle uscite successive, specie quelle targate Creation - il meglio della loro produzione.

 

Tre chitarre (a Lawrie seguono Joanna Doran e David Fitzgerald) e un'ossuta sezione ritmica (Robert Brookes al basso e Domimic Dillon alla batteria) per un wall of sound di assordanti proporzioni. E poi una voce, quella di Lawrie, che come ovvio subisce l'assalto strumentale poiché soggiogata - di proposito - dalla musica. Se si esclude l'introduttiva "And Let Me Drift Away", onirica e psichedelica come i migliori Spacemen 3, in "Taste" non c'è un attimo di tregua.

Il wah wah ossesso di "I Fall, She Screams" (roba in puro Stooges), i vuoti-pieni di "Oil Seed Rape", il mood gloomy e luciferino di "Violence" (che predata, perché no, certe dinamiche stoner), la lasciva "The Perfect Needle", l'urgenza di "Suffercation" (il cui riff rimanda alla "Brainstorm" degli Hawkwind), "Silent Water" (una "Wild Thing" per tempi moderni) e la caotica "Suicide" (che come l'omonima traccia degli Spacemen 3, ascoltata qualche mese prima in "Playing With Fire", omaggia - ma solo per qualche attimo -  la "Rocket U.S.A." di Rev e Vega) inanellano una sequenza killer di rumore bianco. Sequenza che come detto sopra, fu anticipata da "The Perfect Needle", extended di quattro tracce in cui ad esclusione della title track - da qui omessa poiché uguale alla versione su disco - si ascoltano la pagana "Sadness Pale", il tiro Stooges di "S.H.C. Burn" e una "You Can Not Be Sure" dalla coda quasi cameristica.

 

Quello che verrà dopo non vale il confronto, e basti pensare che un pezzo come "Celeste", debut single per la Creation, con la sua andatura baggy, mal si confà alle parole appena redatte.

Erano già per altri lidi. Ma quella è un'altra storia.

(01/09/2011)

  • Tracklist
  1. And Let Me Drift Away   
  2. I Fall, She Screams   
  3. Oil Seed Rape   
  4. Violence   
  5. Threadbare   
  6. The Perfect Needle   
  7. There Is No Floor   
  8. Anticipating Nowhere   
  9. Please, Before You Go   
  10. Suffercation   
  11. Silent Water   
  12. Suicide
  13. Sadness Pale   
  14. S.H.C. Burn
  15. You Can Not Be Sure
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