Annunciato qualche tempo fa con il titolo "On My WishGlist!", il nuovo Ep dei Won James Won viene rilasciato proprio l'ultimo giorno del 2011 con un nuovo titolo, "Homeostat". Le sorti della formazione russa sono, adesso, nelle mani dei soli Daniel Muscular Smirnkopf e Tikhon Hee-Haw Kubowsker, in questi giorni alle prese con gli ultimi ritocchi del loro prossimo disco, previsto per la fine della primavera.
Gustoso antipasto, dunque, queste cinque tracce ripescano il lato più aleatorio e "totalizzante" della loro formula, partendo dalla sintesi di musica concreta, elettronica e bozzetto acustico di "Das Ploppwu-U-Umwhaaasch Reproduktionszentrum". Da una prima parte altamente astratta, "Дубравный саркофан Гриллотальпы Ивановны" procede ancora verso orizzonti dimessi e interrogativi, orizzonti che si aprono verso dimensioni indecifrabili con "Lei ha la febbre orsoline", titolo quanto mai enigmatico…
È un suono surrealista, conteso tra poli opposti, pronto a lasciare mareggiate harsh-noise per tratteggi smooth-jazz – "A Cunt in White (Zvezdaz Meets Camazotz Version) / Тоня Патриокта" – e a volteggiare ipnotizzato dentro sogni ambient ("Home Alone 7: The Discombobulation").
Per ingannare l'attesa…
02/01/2012
Il demoniaco "montaggio delle attrazioni" nel capolavoro della band russa, targato 2006
Raccolta di outtake e registrazioni dal vivo per il folle collettivo russo
Nuovi pandemoni post-moderni per i terroristi sonici russi
Ancora un Ep per il duo russo, tra sperimentazione informale e collage-music
Una "dramaturgic magna-opus" per il ritorno della formazione russa
L'inafferrabile duo russo ritorna con un concept sulla psico-violenza
Nuovo dispaccio dal quartier generale del duo russo, tra esperimenti e beat electro
Secondo live per il collettivo russo, nel solco di una sperimentazione rock a 360°
Un ritorno decisamente sottotono per il progetto di Tikhon Kubov e Danila "Muscular" Smirnov
La popstar tedesca trova finalmente la quadra grazie a un tuffo profondo nell'universo sonoro hyperpop
Songwriting robusto e dream-pop che guarda molto da vicino ai grandi del genere nell'esordio della band londinese
L'album dei ricordi dell'ex War On Drugs non sfugge ai cliché
Coerenza e immutata credibilità per un ritorno atteso quindici anni
Dalle notazioni di Sylvain Chauveau prende le mosse un itinerario elegiaco di suono e silenzio
Una musica evocativa che non ha niente da dire - e dunque lo dice, così che rifiutando d'esserlo sia poesia come serve a noi
Arrivati al sesto disco, i danesi virano verso inedite inclinazioni alt-country e psychobilly
Meno frontale, molto collettivo: un lavoro di transizione ricco di intuizioni e contraddizioni