Luciano Chessa

Peyrano (ristampa)

2012 (Skank Bloc) | experimental folk lo-fi

Luciano Chessa è un curioso cantautore rock che ha iniziato a incidere demo nel 1990 e che, in Italia, è rimasto praticamente sconosciuto (esiste una sua traccia in una vecchia compilation della Gamma Pop del 1997, insieme a nomi più famosi come Massimo Volume, Ulan Bator, Three Second Kiss e Motorama). Tempo fa si è trasferito nella Bay Area californiana, dove ha continuato a incidere sporadicamente, riuscendo però a catturare l'attenzione di Mike Watt (il leggendario bassista dei Minutemen e dei fIREHOSE) che amichevolmente ha scritto una nota introduttiva di questo "Peyrano" uscito, in origine, in una data imprecisata tra il 1998 e il 2000 per la fantomatica Strawberry Hill Records - label stanziata a San Francisco - ma che con molta probabilità si tratta di un'autoproduzione casalinga dello stesso autore.
A marzo la neonata etichetta svizzera Skank Bloc l'ha riportato alla luce, ma non dà neanche grandi notizie, né sul disco e tanto meno sul suo autore. Trattasi comunque del suo secondo album (il primo pare che nessuno l'abbia né visto né ascoltato), che raccoglie ben ventun pezzi, tutti incisi tra il 1990 e il 1998.

Chessa dimostra d'essere un cantautore fantasioso, che dà il meglio di se stesso nei deliqui psichedelici "free-form" alla Red Crayola della title track (che è suddivisa in tre tronconi separati), nelle ballate folk sbilenche care a Syd Barrett come "Il pedone dell'aria", "Analfabeta", "Stelleradio" e "Palla", come pure nel canzoniere forbito e trascendente riscontrabile in episodi come "Strelitzie" (davvero una canzone molto bella), "Parallelepipedo" e "Il paguro", che potrebbero richiamare alla mente la canzone alternativa italiana degli anni Settanta.
Niente male neppure la "old time music" di "Anticaglie" (con qualche accenno di cajun) e il vellutato noise lo-fi alla Hood di "Carpe". Non manca neppure una bizzarra cover di un vecchio pezzo di Lucio Dalla, "Ulisse coperto di sale" che, fatalità del caso, pare essere stata inserita apposta in memoria del cantautore bolognese da poco scomparso. Decisamente stonati sono invece i due episodi più commerciali, come "Peppa", che pare rifare il verso agli Afterhours (ha anche un testo sboccato) e i fendenti grunge de "Il Primato" - due canzoni che poco hanno da spartire con il resto delle tracce, tutte genuinamente registrate in bassa fedeltà.

L'artista si è dato oggi alla musica d'avanguardia di stampo futurista (ha scritto anche un saggio su Luigi Russolo), suonando un suo moderno "intonarumori" e dividendo i palchi con gente del calibro di Lee Ranaldo, Mike Patton e Blixa Bargeld. Sarebbe stato interessante vedere come questo Robyn Hitchcock italiano avrebbe poi sviluppato il suo canzoniere rock, visto che le premesse erano piuttosto promettenti e interessanti. Peccato, per ora dobbiamo accontentarci delle sue cose passate e ascoltare la sua musica sperimentale di oggi.

(23/05/2012)

  • Tracklist
  1. Strelitzie
  2. Il Primato
  3. Peppa
  4. Vetro
  5. Il pedone dell'aria
  6. Peyrano
  7. Carpe
  8. Ulisse coperto di sale
  9. Gin e ginepri
  10. Parallelepipedo
  11. Renoir
  12. Analfabeta
  13. Ardi pure
  14. Peyrano
  15. Polinesiano
  16. Anticaglie
  17. Samara
  18. Il paguro
  19. Peyrano
  20. Stelleradio
  21. Palla
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