Ben Harper with Charlie Musselwhite

Get Up!

2013 (Stax) | blues

Ben Harper ha realizzato in carriera ottimi dischi, alcuni dei quali divenuti eclatanti successi commerciali, è da molti considerato un virtuoso della chitarra, ed è senz’altro un buon compositore. Un musicista apprezzato dai suoi colleghi (non di rado è finito sul palco come ospite in concerti altrui), e sempre pronto a mettersi in gioco, anche quando avrebbe potuto vivere di rendita replicando all’infinito una formula (quella ad esempio di “Diamonds On The Inside”) che di sicuro poteva rendere tantissimo.

A volte gioca a nascondersi fra le maglie di una band, come è avvenuto con i Relentless 7 in “White Lies For Dark Times”, oppure si mette alla scrupolosa ricerca delle radici, come ben fatto nel progetto condiviso con i Blind Boys Of Alabama “There Will Be A Light”. E’ uno dei pochi musicisti ad aver compreso che per evitare di ripetersi occorre unire le forze con altri talenti, soprattutto quando si rischia di smarrire la vena compositiva, e “Give Till It’s Gone”, il suo album più recente, pubblicato un paio d’anni or sono, si rivelò non certo il più brillante del suo percorso.

Questa volta ha deciso di scandagliare il roots blues in compagnia di Charlie Musselwhite, armonicista di fama indiscussa, all’occorrenza abile anche sulla sei corde. Non è un caso che l’ombra di John Lee Hooker possa emergere come una delle  massime fonti di ispirazione (ascoltate un po’ “I’m In I’m Out And I’m Gone”), visto che (così almeno si narra) Harper e Musselwhite si sarebbero conosciuti nel 1997 proprio durante una serie di session eseguite per il celebre bluesman.

“Get Up!”, edito dalla leggendaria Stax Records,  è un disco bifronte, con una serie di brani delicati, sapientemente alternati con altri più ritmati, con una serie di colpi di genio alternati a momenti un po’ più scontati. Dieci canzoni autografe, scritte da Harper per l’occasione, che hanno in molti casi la stessa forza dei traditional ai quali chiaramente si ispirano, che sanno contaminarsi tanto con i cori gospel (“We Can’t End This Way”), quanto coniugarsi con il caro vecchio rock’n’roll (“She Got Kick”).

Non mancano momenti tipicamente harperiani, come nel caso di “You Found Another Lover”, che sa tanto di outtake rimasto inspiegabilmente nel cassetto. Si cerca il ritmo (“Blood Side Out”, “I Don’t Believe A Word You Say”), ma si lavora anche di fino (“I Ride At Dawn”) senza disdegnare le soluzioni più scarrnificate (“All That Matters Now”, posta a fine sequenza) in un lavoro che odora di antico, pur sapendosi amabilmente sposare con la contemporaneità.

(08/06/2013)

  • Tracklist
  1. Don’t Look Twice
  2. I’m In I’m Out And I’m Gone
  3. We Can’t End This Way
  4. I Don’t Believe A Word You Say
  5. You Found Another Lover (I Lost Another Friend)
  6. I Ride At Dawn
  7. Blood Side Out
  8. Get Up!
  9. She Got Kick
  10. All That Matters Now
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