La release numero 30 della Nothing Out There è rappresentata da questo doppio con improvvisazioni elettriche e acustiche imbastite dal progetto Caligine (guidato da Gabriele de Seta) e dai due chitarristi cinesi Li Jianhong e Zhu Xiaolong, quest’ultimo ormai lontano dall’esperienza Tongue.
Il primo cd-r, “Shiyun”, è stato registrato al Kinggo Bar di Hangzhou, dove tempo fa lavorava Li Jianhong. Si tratta di esplorazioni molto libere, in cui gli strumenti spesso vengono circondati da tutta una serie di sonorità “concrete”, mentre svolazzi dronici si mantengono in disparte rivestendo il tutto di un cupo mistero (si ascolti, per dire, “L’Altro Lato del Tramonto”, la cui coda mostra, tra le altre cose, anche un gusto più marcato per il rumorismo anarchico). In “Upupa”, invece, a far da sfondo allo scambio improvvisato è un continuo cicaleccio, mentre “無” s’imbizzarrisce in un delirio Bailey-iano. Un po’ di blues non può mancare, ma “Acid Taro Blues” ne approccia l’essenza con fare sghembo. In coda, i quasi venti minuti di “Aria n. 88 per Eclissi ed UFO Ben Temperato”, titolo impegnato per un brano che si getta a capofitto in un soundscape sregolato che sembra una versione più rarefatta delle “free form freak-out” dei Red Crayola.
Per il secondo disco, “Yuxuan”, bisogna spostarsi in quel di Harleem, in Olanda. Qui de Seta e Zhu Xiaolong si confrontano in duetti decisamente più melodici. Tracce di flamenco si riconoscono in “Cecilia”, umori bucolici si respirano in “Kloosterpoort”, “Harleem Waltz” si distende per oltre otto minuti con malinconico abbandono, mentre “I raggi del primo meriggio” ricorda, a tratti, le dissertazioni di John Fahey.
Se volete mettervelo in casa, ricordatevi che esce in appena 50 copie. Fatte a mano.
18/11/2013
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