Tra gli archivi disseppelliti dalla Desire Records, troviamo questo Ep di debutto del progetto dei newyorkesi Marc C., Tom Paine, Marnie Greenholz e James Lo, datato 1984. Un gruppo che ha definito sin dall’inizio il passaggio dalla
no wave di
Lydia Lunch e dei suoi
Teenage Jesus & The Jerks, al noise-rock di
Sonic Youth e
Swans. Da questo germinale vinile (ristampato oggi in edizione limitata di 300 Lp) possiamo tirare i fili di una figura grezza e ruvida, ma dai contorni potenti e deflagranti.
Uno spirito macabro gioca con uno altrettanto misantropo tra i solchi di questo disco, muovendosi tra un post-punk deviato e storto e un art-rock ectoplasmatico. La
opener “Mr Evil” ci mostra bene questa identità psicotica, con il suo ipnotico sadismo distorto che corre addosso alla litania impasticcata di “I Was Wrong”, meravigliosa poesia di lamiere e chitarre tra parole in
spoken word.
Il lato B si apre con brani ancora più oscuri e claustrofobici: il rantolo quasi darkwave di “Boil” e i due piccoli gioielli di “Tourist Trap” e “Age of Oil & Wax”, tormentati da clangori disordinati di chitarre scordate, furia letteraria e caos cerebrale.
La ristampa in cd consta di ulteriori otto brani mai pubblicati prima, che ben rappresentano il magma sonico da cui sono nati i pezzi del primo Ep. Tra questi troviamo le versoni alternative di molti brani: “I Was Wrong” rivive di una versione diabolica e più dilatata, carica di una tensione oppressiva che raschia sulla pelle un basso iper-distorto e una chitarra “seghettata”. Il discorso si mantiene simile per le altre “Tourist Trap (Danceteria)” e “Live Walk (Limbo Lounge)”, che cadono in un instabile equilibrio tra ritmi fratturati e toni ribassati al sottosuolo, mentre “The Corpse Also Rises” chiude gli ultimi minuti in un lungo periodare in spoken word: un ultimo esorcismo swansiano prima della conclusione.
I Live Skull sono stati sicuramente un progetto seminale per la scena noise-rock, rimasti probabilmente sconosciuti ai più, relegati in un culto quasi di nicchia, ritornano oggi a raccontare i loro quadri urbani dai toni psicopatici, una confusione-creazione artistica che affascina per la morbosità grezza che trasuda da ogni singola nota.
27/09/2013