Owen

L'ami Du Peuple

2013 (Polyvinyl) | emo-folk, songwriter

Mike Kinsella è certamente uno di quei cantautori che si impara più facilmente a conoscere. Lo si può immaginare facilmente, infatti, mentre si aggira per casa, mentre parla dalla cucina alla figlia che gioca sul tappeto, mentre scrive canzoni di notte, sotto la luce di una lampadina. Un amico, in fin dei conti forse non lo è, ma una persona aperta, pronta a parlare di sé con semi-sconosciuti di sicuro sì.
“L’Ami Du Peuple” – nome di un giornale di Marat, edito durante la Rivoluzione francese – conferma la puntuale produzione di Kinsella, un indizio della stabilità esistenziale del cantautore americano, che ha preso un ritmo decisamente regolare da quando è casalingo, come primo lavoro.

Non che ci si aspettino sorprese, da Owen – anche la sbandierata e temuta svolta rock non è che un naturale prosieguo delle pulsioni elettriche di “Ghost Town” – ma indubbiamente è tangibile, in quest’ultimo prodotto di una discografia ormai corposa, uno status creativo di artigiano, più che di artista.
Nella sua carriera, Kinsella è prima arrivato a padroneggiare gli arnesi del cantautore, poi, a partire da “At Home With Owen”, quelli del compositore di musica a tutto tondo. A sentire “L’Ami Du Peuple”, la stanza in cui si chiude a scrivere, lo studio di registrazione sono diventati una bottega, indistinguibile praticamente dallo spazio famigliare.

E così, forse per la prima volta dall’inizio della sua carriera, la musica di Owen suona un po’ più vuota, una collezione educata, un ricamo di grande perizia ma anche schematico, priva della struggente poesia di “At Home With Owen” e degli accessi prorompenti di “Ghost Town”.
Si confermano sia gli impulsi più nostalgici e bandistici (forse le cose migliori, con “A Fever” e “Bad Blood”), ma anche una dicotomia sempre più netta con le tracce acustiche, reminiscenti degli inizi (“Coffin Companions”, “I Got High”).

“L’Ami Du Peuple” diventa così un prodotto di marca, con la giusta dose di novità (qualche assolo di elettrica, inaudito) ma anche con un sicuro, riconoscibile catalogo espressivo. Marca Owen, una sicurezza.

(21/07/2013)

  • Tracklist
  1.  I Got High
  2.  Blues to Black
  3.  Love Is Not Enough
  4.  Coffin Companions
  5.  The Burial
  6.  Bad Blood
  7.  Who Cares?
  8.  A Fever
  9.  Where Do I Begin?
  10.  Vivid Dreams
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