Sparkle In Grey

Thursday Evening

2013 (Grey Sparkle / Lizard) | post-rock

In ambito indie italiano, vivere di musica rimane una pura illusione con le bollette da pagare, e non solo, che si fanno sempre più salate man mano che si cresce, anche anagraficamente. Ciò non toglie però che esistano persone come gli Sparkle In Grey che fanno dell’arte musicale una grande passione da gestire nelle ore libere dai propri personali impieghi giornalieri, mantenendo viva una formazione che viene portata da anni avanti con esemplare professionalità.
La loro, infatti, è una musica fatta di sacrifici, come quella di caricarsi settimanalmente tutti gli strumenti sulle spalle e fare quattro piani a scale per raggiungere la sala prove (così almeno racconta il loro comunicato stampa, ndr), ma anche di grande cura nei dettagli del suono e dell’arrangiamento.

Inoltre, la loro espressione artistica è anche una forma di ribellione all’apatia governativa e sociale che è sempre più netta nei confronti della cultura. Dunque, i personaggi tratteggiati in copertina sono pronti ad assaltare con violenza per riprendersi ciò che costantemente viene tolto loro, anche a livello di sapere, un’arrabbiatura grafica che poi la band lombarda trasforma in musica proponendo un eccellente lavoro strumentale.
Qui sono presenti dilatati quanto vigorosi paesaggi post-rock con curate tessiture elettroniche che lasciano immaginare una fantasiosa convergenza tra le produzioni di etichette quali Constellation e Kranky, due esemplari label per quel che riguarda il viaggio fatto musica.

Le nove composizioni di questo ritorno presentano un gruppo tra i più lucidi nel far integrare chitarre effettate, sound digitale mai invasivo ma anzi degno tappeto per le incursioni di violini, trombe, violoncello che arricchiscono il suono, lasciando però anche ampia possibilità alla mente di vagare tra tutti i corridoi strumentali.
Gli Sparkle In Grey, poi, si cimentano anche in tre cover: lascia a bocca aperta la scelta di omaggiare i non troppo noti ma eccezionali inglesi, ormai defunti, Bourbonese Qualk (con “Soft City”), una scoperta necessaria per chi ancora li ignora. Vengono poi tributati ottimamente anche i mai dimenticati God Machine (“Piano Song”) e gli altrettanto oscuri e semi sconosciuti Empyrical Sleeping Consort, con “Of Swift Flight”.

Con queste riproposte il gruppo evidenzia come non solo sia composto da ottimi musicisti ma anche da esperti ed eterogenei ascoltatori, elemento fondamentale quando si vuole creare qualcosa che si ispira a idee altrui per generarne a sua volta di nuove e del tutto personali.
E qui, di intuizioni, ce ne sono a bizzeffe.

(18/06/2013)

  • Tracklist
  1. Der Mauer
  2. Boiling Humiliations
  3. Gridaohao
  4. Of Swift Flight
  5. Song For Arch Stanton
  6. Soft City
  7. Thursday Evening (Ieri)
  8. The Piano Song
  9. Der Harbour
Sparkle In Grey su OndaRock
Recensioni

SPARKLE IN GREY

Mexico

(2011 - Lizard - Old Bicycle - Afe - Grey Sparkle - Musica di Un Certo Livello)
A tre anni di distanza dall'esordio, di nuovo in pista i post-rocker lombardi

SPARKLE IN GREY

A Quiet Place

(2008 - Disaster By Choice)
Un riuscito binomio tra post-rock ed elettronica made in Italy

Sparkle In Grey on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.