Antonella Ruggiero

L'impossibile certo

2014 (Liberamusic) | pop

È difficile avanzare delle riserve quando vediamo il grazioso e dolcissimo viso di Antonella Ruggiero guardarci con due occhietti vispi e vividi dalla lucente copertina del nuovo album. Questa nuova fatica si colloca idealmente nel solco di “Sospesa” del 1999 e dell’omonimo “Antonella Ruggiero” del 2003, quale terzo episodio di “album-raccolta” di inediti stilisticamente e tematicamente tra loro non strettamente correlati (anche se perdura la costante tensione verso il connubio di moderno-elettronico e antico-retrò). Non siamo quindi di fronte al classico “album a soggetto” che contraddistingue la maggior parte della produzione dell’artista, o meglio della coppia Ruggiero-Colombo.
 
L’avvio del disco è alquanto convincente, con la sostenuta  “Delfini sulla scia”, che può ricordare un aggiornamento dell’Alice di “Park Hotel”. Poi si prosegue abbastanza bene con le riuscite “Cercare La Vita” e  “Tra Le Briciole”, nonostante un’interpretazione vocale alquanto umile e contenuta al puro servizio delle composizioni. Funziona anche “Mille Marie Ad Un Balcone”:  parte con la solennità di un brano di Fossati, e poi vira verso un distillato di italianità da cartolina di inizio Novecento che è più reale del vero. Sensazioni oggi non così facili da apprezzare, ma che l’artista ligure pare sapere evocare da un passato dal quale lei unicamente sembra ancora attingere con la naturalezza di chi lo scorge quotidianamente affacciandosi al davanzale della finestra di casa. 
 
Si continua ancora positivamente con “Ora e per sempre”, poi la qualità comincia a calare.  Il disco è ovviamente più o meno tutto gradevole, dalla coppia Ruggiero-Colombo non ci si può di certo aspettare grosse cadute di stile. Il problema è che viceversa ci si potrebbe aspettare da loro qualcosa di notevole (ricordiamoci di “Libera” o “Pomodoro Genetico”). Dobbiamo quindi decidere se il tono sommesso che pervade quasi tutto l'album (con alcune mirabili eccezioni) esprima una leggerezza di tocco di delicatissima raffinatezza poetica, oppure se siamo di fronte a un lavoro ben curato, ma che manchi un po’ di brio. Forse è difficile dare una risposta oggettiva a questa domanda e ciascuno potrebbe cambiare più volte idea durante i ripetuti ascolti (in effetti, più di un ascolto è consigliato per poter cominciare ad apprezzare la bellezza melodica e lirica di questi brani, quasi commoventi per la loro umiltà e modestia). Anche se di fronte ad alcune tracce (“Amo Te, Amo La Tua Diversità”, “Il Palpito Di Questa Felicità”) ci si domanda se davvero l’umiltà non sia sfociata nell’eccessiva rilassatezza.
Se i brani si presentano all’ascoltatore con grande umiltà, l’interpretazione della Ruggiero si mette a sua volta umilmente al servizio di essi. Ma nel complesso il tutto si regge, basta non pretendere un travolgimento immediato. Il lavoro deve essere lasciato decantare con calma per svelare pudicamente la grazia del suo valore, perché siamo al livello della carezza uditiva ed emotiva, ma molte delle melodie ascoltate non sono lì così per caso come potrebbe sembrare a un primo ascolto frettoloso.
 
“Da lontano”, brano presentato a Sanremo 2014, si segnala soprattutto per l’interpretazione vocale sensibilmente più appassionante che altrove, ma si deve aspettare “Isola” perché l’emozione ritorni davvero a riguardare la composizione nel suo complesso.
Ovviamente il capolavoro doveva pur esserci da qualche parte, e in effetti anche qui c’è qualcosa che possa essere paragonato alle perle del passato, come “Di Un Amore” o “Abbracciami” dall’album omonimo. Si tratta di “Due Spie” (di Travaglio, Cibelli, Corvino e la stessa Ruggiero), ma… ma…  in effetti ci sono due “ma”. Il primo: non si tratta realmente di un brano del tutto inedito, essendo già stato incluso nella raccolta collettiva “Anestesia Totale”. Il secondo: la versione originale era probabilmente migliore. Il brano è rimasto inalterato nella parte vocale, ma il nuovo maquillage strumentale non gli ha giovato del tutto; la versione “da camera” di “Anestesia Totale” era più nuda e incisiva, mentre ora c'è qualche suono di troppo, qualche tasto di pianoforte superfluo, con gli archi che rimangono così in ombra: il tutto distrae l’incanto emotivo, anziché accrescerlo. L’ascolto vale comunque la pena, visto che è difficile compromettere seriamente la qualità di un brano di tal livello. 
 
E dopo il meglio, arriva ahimè immediatamente il peggio, “Italia, Una Parola Aperta”: la buona volontà di trasmettere messaggi sociali non può giustificare la mancanza della più minima coesione tra musica e testo. Anzi... non esiste melodia che possa reggere un testo simile  (“Attaccatura” o “Svizzera del Sud” proprio non si possono ascoltare in una canzone!). Poco importa, o anzi è ancor peggio, che la firma delle liriche (se vogliamo chiamarle così) sia quella di un nome di un certo rilievo del panorama letterario italiano (Erri De Luca).
 Finale con l’“ideale assolo” vocale “Ninna Nanna Per Yanuska”: lo sappiamo già, Antonella Ruggiero è una delle poche cantanti italiane che siano in grado di utilizzare la voce come uno strumento.
 
È difficile pensare che questo disco possa far guadagnare all’artista nuovi estimatori, ma la cosa è non è nemmeno ricercata, troppo volutamente soffuso è il livello proposto, ad eccezione di “Due Spie”. Il lavoro può però interessare a chi segue la Ruggiero da molto tempo ed è abituato ad apprezzarne non solamente i virtuosismi pirotecnici, ma anche i suoi più tenui e delicati sussurri.

(15/03/2014)

  • Tracklist
  1. Delfini sulla scia
  2. Cercare la vita
  3. Tra le briciole
  4. Quando balliamo
  5. Mille Marie ad un balcone
  6. Ora e per sempre
  7. Non è vita amarti così
  8. L'impossibile è certo
  9. Amo te, amo la tua diversità
  10. Da lontano
  11. Il palpito di questa felicità
  12. Isola
  13. Due spie 
  14. Italia, una parola aperta 
  15. Ninna nanna per Yanuska 


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