Accasatosi alla corte della Crucial Blast, questo ennesimo progetto dell’instancabile Maurice De Jong continua ad assaltare la guarnigione del black metal con un approccio spastico e caotico.
Fin dall’iniziale title track, la combinazione di martellamenti meccanico-metallici e di atmosfere orrorifiche, imbastardite da un taglio sinfonico e sci-fi, è amplificata dall’inserzione di elementi di breakcore e drill’n’bass. Ne viene fuori un suono gelidamente scostante (“White Inverted Void”, “Altering Forever”), in cui anche lo scream finisce per perdere il suo carattere umano, trasfigurato com’è in un groviglio alieno di crude declamazioni più o meno intellegibili che sfilano sullo sfondo come una carovana di zombie androidi. Il carattere iperattivo di questi brani fa pensare agli esperimenti più oltranzisti di Abu Lahab (nome a sua volta influenzato dai molti travestimenti musicali dell’artista olandese) ma anche, nei momenti più ipercinetici, al cybergrind più spinto (i Kusari Gama Kill potrebbero essere una buona scelta).
Insomma, sembra ci sia una ribollente circolazione di idee lì nel sottobosco delle musiche più estreme.
Anche se qua e là qualche segnale incoraggiante finisce pure per lasciarlo (per dire, “Into Celestial Hell” non è niente male, con i suoi rimandi più scoperti all’universo Gnaw Their Tongues), De Jong continua a non convincere nei panni di Cloak Of Altering, troppo spesso guidato da un piglio fin troppo massimalista che fa solo venire il mal di testa.
21/05/2014