EDJ

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2014 (Easy Sound) | indie-pop, dark-pop

Prendete un artista che ha fama di autore irrisolto, nella sua fase di più esplosiva creatività: un disco convincente con la band di cui è padre e padrone da almeno tre lustri, oltre a una miriade di impegni collaterali al di fuori di quello steccato, colonne sonore di film che sbancano il botteghino o si aggiudicano riconoscimenti in festival di grido, l'esordio come produttore per opere ugualmente apprezzate e, per passatempo, la fortunata direzione di una rassegna di musica indipendente in significativa crescita. Abbastanza voci positive a referto da poter cestinare una volta per tutte la limitante etichetta di "eterna promessa". È questa la fotografia di Eric D. Johnson dei Fruit Bats, nel febbrile biennio 2011/2012. Un istante prima, in pratica, che il mondo gli crolli addosso con la morte prematura di quel primo figlio a lungo atteso. Un colpo duro da assorbire, il primo tassello di un masochistico effetto domino in forma di chiusura al mondo esterno: il ritiro nelle foreste dell'Oregon, la chiusura del progetto di una vita e la deriva introspettiva suggellata dall'adozione delle proprie iniziali, EDJ, per una nuova incarnazione intimista e un nuovo album.

Johnson affoga così frustrazione e disorientamento in un disco che, almeno in avvio, prova a suonare solare come ogni altra cosa da lui registrata in passato, ma non riesce a nascondere il dolore fino in fondo. L'introduzione di "For The Boy Who Moved Away" si configura come una preghiera per il bambino mai nato, anche commovente per quanto un po' fine a se stessa. È giusto un refolo d'aria fresca, però. Pianoforte e ritmiche sintetiche raffreddano subito la prova anche volenterosa del cantante, perso inesorabilmente nei suoi spazi angusti e nel clima troppo estetizzante di un lavoro che riesce a un tempo più algido e più chiassoso, incapace di coinvolgere l'ascoltatore. Si avverte un po' ovunque un senso di alienazione e scarsa lucidità che porta le canzoni a girare in tondo con nulla più che qualche discreta intuizione melodica, senza mai approdare a nulla di concreto. Eric vorrebbe suonare estatico e toccante come l'ex compagno in casa ShinsRichard Swift, ma alla prova dei fatti lascia abbastanza freddi. Non è proprio un limite di poco conto per un autore spesso appassionato come lui. Anche quando accenna passaggi più smaliziati e apparentemente frivoli, non ha modo di sgravarsi da quelle ombre pesanti e da quell'intonazione monocorde che tedia senza riserve (vedi i synth opachi o il tetro pianoforte dei due filler centrali, "The Magical Parking Lot" e "Salt Licorice").

La magia di ieri vive qui solo di pallide repliche, svuotate della gioia originaria e ridotte a gelidi simulacri di pura follia, esercizi di stile senz'anima e senza nerbo, come in "A West County Girl". La predilezione per il marginale intanto ha passato il limite, e l'abitino di elettronica minimal adottato per l'occasione non può che peggiorare le cose, smorzando in partenza ogni ipotesi di coinvolgimento emotivo. Nelle battute conclusive torna quindi l'umore saturnino con quell'impressione di spento piagnisteo, di bruma biancastra, che raffredda ulteriormente l'interesse e vede l'autore statunitense chiuso in una distanza ormai incolmabile. "Child In The Wild" illude solo per un attimo con quel barlume dell'antica leggerezza, non abbastanza per compiere il miracolo e riscattare un disco sconfortante sotto ogni punto di vista. Il finale plumbeo e desolante di "The Mountains On Fire (In The Rearview)", manifestazione quasi autistica di un'inquietudine apparentemente senza più confini, sgombra il campo da ogni residua incertezza e lascia piena libertà allo sconforto.

La solitudine non giova affatto al musicista, ma sarà la nostalgia a strapparlo appena in tempo dalle secche di un'involuzione che sa di autentico vicolo cieco. Appena due anni dopo, Eric tornerà sui suoi passi per annunciare l'inatteso ritorno dei Fruit Bats. Ma questo apparente lieto fine sarà di fatto tutta un'altra storia.

(06/06/2016)

  • Tracklist
  1. For The Boy Who Moved Away
  2. Lose It All, All The Time
  3. Odd Love
  4. Minor Miracles
  5. The Magical Parking Lot
  6. Salt Licorice
  7. A West County Girl
  8. Mostly Just Fantasies
  9. For Joy
  10. Child In The Wild
  11. The Mountains On Fire (In The Rearview)
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