Grand Tourist

Waking Up Is Weird

2014 (Self-released) | alt-rock, pop-rock

Anche i Plantman, ormai eroi locali qui in Italia, hanno ora il loro side project, con autore principale non già il caro Matt Randall, ma il chitarrista Mark Steward. La sua identità “strumentistica” emerge prepotentemente in questo “Waking Up Is Weird”, un bel disco casalingo in cui si può quasi dire che la voce principale sia la chitarra, perfettamente fusa (tratto in comune coi Plantman) con la voce e il resto degli strumenti.
La miscela organica tra Ottanta alternativi e chitarristici e la loro prosecuzione nei Novanta è anche l’ingrediente principale dei più sporchi e “strumentali” Grand Tourist (si veda l’epica “Autumn Mania”, tra post-punk e noise-rock), in cui la scrittura rimane comunque di primissimo livello, sebbene forse un pelo meno personale che nei Plantman – per quanto per tutto il disco si possa comprendere l’apporto di Mark alla musica della sua band di origine (“In The Cold Sun”).

“Waking Up Is Weird” si colloca infatti più vicino all’alt-rock americano (“Deep Sea Diver”, unica concessione, col suo ancheggiare vagamente Blur), con brani che possono ricordare una versione power-pop degli Idaho, o dei Sonic Youth improvvisamente mischiati ai Weezer (“Safety Catch”), e a spiccare sono, senza quasi bisogno di dirlo, le trame chitarristiche imbastite da Steward, che in alcuni frangenti si scopre novello Elliott Smith (“Raise The Bar”).

Registrazione iper-casalinga – avrebbe meritato sicuramente miglior fortuna, questo “Waking Up Is Weird”. Sta ai fan o a qualche lungimirante mecenate dare i mezzi a Mark per produrre la sua musica in modo diverso – sempre che lo voglia. Ovviamente tutti i membri dei Plantman compaiono anche nel progetto Grand Tourist, a vario titolo.

(17/05/2014)

  • Tracklist
  1. Natural High
  2. Deep Sea Diver
  3. In The Cold Sun
  4. Hard To Begin
  5. Leaves
  6. Starless
  7. Autumn Of Mania
  8. Temporary Infinite
  9. Safety Catch
  10. Raise The Bar
  11. No Pathways
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