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Argonauta

2014 (Cappuccino) | alt-rock, electro-rock

Il “Sofa Elettrico” di Nicola Sambo ha rappresentato, assieme al fratello minore “Suspended”, l’incompreso apporto italico all’elettronica “magica” che detta una nuova forma di collage strumentale retrofuturistico. Una discreta pausa conduce a “Argonauta”, in cui la sua personalità, canto compreso, non si nasconde più nei lattici dei timbri ma è portata al centro della scena, agevolata anche dal sottotesto immaginifico ampiamente suggerito dal titolo, che in qualche modo accompagna l’ascolto. “Argonauta” in un certo senso è dunque il seguito, stilistico e narrativo, del “Fetus” di Franco Battiato, ma filtrato dall’estetica surreale dei Mariposa e reso maniacale da accenti alla Orwell e Lovecraft.

Vi sono però due album in uno con cui esprimere il concetto. Anzitutto, e la sorpresa è abbastanza scioccante, appare un Nicola Sambo repentinamente divenuto cantautore e bandleader tradizionale: la grande prova di tastiere prog-rock e il duetto sospeso di oboi della title track, lo sguaiato numero rockeggiante di “Atmosfere nuove”, ma supportato dal folk minimalista-etnico Yann Tiersen-iano, il folk-rock svanito e “cosmico” di “Milky Way”, la ballata acustica con vagiti e spasimi elettronici di “L’incontro”.

Il “secondo” album si svela pian piano, quasi algoritmicamente, sempre più denso verso la conclusione. Le due parti di “Supernova” allo stesso tempo divergono e convergono, essendo la prima un’elegia con voce femminile debordante nella sarabanda da circo dada, alla maniera del periodo Dagmar Krause degli Henry Cow, e la seconda un’allucinazione al ralenti scossa da scoppi di radiazioni distorte alla maniera dei primi Grateful Dead. Entrambe, in ogni caso, hanno dunque il comun denominatore del citazionismo colto.
Inferiori sono lo space-rock d’annata con frenesia ritmica di “Ruderi alieni”, il poemetto di suspense buia e motorik Neu di “Astropirati” e lo scheletrico motto voodoo dai rigurgiti funk di “Tribò Femi Gu”. L’intermezzo di “Sensi inversi” fa invece riapprezzare il talento del Sambo illusionista del primo disco.

Per quanto infangata da scorie pop, e qua e là scivolante nel kitsch, il compositore livornese dipinge una visione mitologica in una sorta di “post-presente”, chiaroscurandola tra presenza e assenza, parti cantate e parti strumentali, tra opera space-rock e concept-album nudamente alchemico, genesi digitale e amarcord analogico. Testi del paroliere Lucio Tirinnanzi, già con Sambo nei Pam (2002), supporti di Simone Lenzi (Virginiana Miller) e degli Appaloosa.

(13/03/2014)

  • Tracklist
  1. Lancio
  2. Argonauta
  3. Atmosfere nuove
  4. Milky Way
  5. Nella rete
  6. L’incontro
  7. Sensi inversi
  8. Ruderi alieni
  9. Astropirati
  10. Tribò Femi Gu
  11. Tutto può cambiare
  12. Supernova (parte I)
  13. Supernova (parte II)
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