Prodotto da Deathprod, che ha potuto maneggiare ore e ore di registrazioni, il dodicesimo capitolo della saga Supersilent rappresenta una full immersion nell’anima più oscura ed enigmatica del combo norvegese. Le tredici istantanee qui raccolte, infatti, nascono dalla stratificazione di dark-ambient, musica cosmica e impressionismo elettronico, trasfigurate in allegorie sonore di mondi lontanissimi. Ma è un movimento ascendente che finirà per risolversi in purissima introspezione, perché, minuto dopo minuto, quei mondi finiscono per assomigliare sempre più ai labirinti misteriosi che percorrono la psiche di ognuno di noi.
A rompere il velo dell’oscurità, intervengono venti siderali, fraseggi sparsi di tastiere (“12.4”), svirgolamenti cosmici (“12.6”), modulazioni trascendentali (“12.1”), qualche richiamo di tromba in perfetto stile Jon Hassell (“12.5”, “12.8”) o mareggiate astrali (“12.7”, “12.13”, quest’ultimo uno dei momenti più interessanti, con le sue dinamiche accentuate e i suoi nostalgici orizzonti).
Un susseguirsi di equilibri imperfetti, di suggestioni ed evocazioni sinistre, in cui, però, emerge tutta l’estemporaneità di un’ispirazione altalenante, che rende queste composizioni sempre meno interessanti, man mano che la mente le sviscera.
26/11/2014
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