Tiny Ruins

Brightly Painted One

2014 (Bella Union) | folk, songwriter

Le frequenti partecipazioni di Hollie Fullbrook all’End Of The Road facevano presagire questa seconda pubblicazione presso la Bella Union, dopo il bell’esordio “Some Were Meant For The Sea”. La neozelandese è davvero un purosangue del cantautorato femminile odierno, cantastorie matura e consapevole, fin dai suoi primi arpeggi, e poetessa struggente allo stesso tempo.
Alela Diane e Hannah Cohen nello stesso tempo, insomma, una vera custode del cantautorato femminile più classico, che in questo “Brightly Painted One” si arricchisce, appunto, di tenui ma cangianti arrangiamenti, perfettamente abbracciati al melodioso racconto vocale di Hollie (“Jamie Blue”, la dolce ebbrezza soul-folk di “Straw Into Gold”).

Il rapporto suggestivo e implicitamente vibrante tra fingerpicking e voce (“Reasonable Man”) di Tiny Ruins viene così gentilmente accompagnato nel tratteggiare i suoi fatati paesaggi interiori, in cui si materializzano visioni appena baluginanti (“The Ballad Of The Hanging Parcel”) e quadretti bucolici innevati alla Vashti Bunyan (“Me At The Museum You In The Wintergarden”).
Pecca principale di “Brightly Painted One” è una scrittura più piatta che nell’esordio, cosa che fa risaltare una certa uniformità di fondo del disco, nascondendo nella sua delicatezza anche una limitata capacità di emozionare l’ascoltatore.

Nonostante questo, sicuramente anche “Brightly Painted One” sa distinguersi dalla media delle uscite del genere (basterebbero “Reasonable Man” e "White Sheet Lightning"), rimanendo fedele allo spirito della musica di Tiny Ruins nonostante l’aggiunta, prevedibile, di contributi altri. Ma forse è meglio non distrarsi.

(21/04/2014)



  • Tracklist
  1. Me At The Museum, You In The Wintergarden
  2. Carriages
  3. Chainmail Maker
  4. Reasonable Man
  5. She'll Be Coming 'Round
  6. Straw Into Gold
  7. Ballad Of The Hanging Parcel
  8. Jamie Blue
  9. Night Owl
  10. White Sheet Lightning
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