Liturgy

The Ark Work

2015 (Thrill Jockey)
avant black-metal, elettronica

Pubblicato l’acclamato “Aesthethica”, Hunter Hunt-Hendrix si disse soddisfatto dei risultati raggiunti dalla sua band, anche se non mancò di sottolineare la volontà di un (più o meno) deciso cambio di rotta. Così, dopo aver passato molto tempo in studio, armeggiando con aggeggi elettronici e lavorando con la drum machine, il leader dei Liturgy ha alla fine deciso di trasferire le sue idee sul "trascendentalismo" e l’"annichilimento estatico" in un formato in cui il black-metal si stempera in un’estetica digitale che mira al raggiungimento di un epos postmoderno. 

Dopo la grandeur magnetica della “Fanfare” iniziale, la trascendenza black-metal di “Follow” mostra, in ogni caso, che i legami con i dischi precedenti non sono stati del tutto recisi (si ascoltino anche i crescendo wagneriani di “Reign Array” e “Total War”, tutto sommato superflui), anche se già con “Kel Valhaal”, "The Ark Work” chiarisce senza mezzi termini le sue reali intenzioni. Facendosi suggerire qualcosa, in fatto di geometrie “classicheggianti”, dal Charlie Looker in versione Extra Life (si ascoltino quei marziali contrappunti, con Hunt-Hendrix a puntellare tutta la seconda parte con un ipnotico flow…), “Kel Valhaal” scoperchia, infatti, il vaso di Pandora dei Liturgy 2.0, già preannunciati, a gennaio, dal singolo (per molti sconcertante) "Quetzalcoatl", costruito sul parallelismo tra un insistito beat elettronico e ruminazioni armoniche in tremolo sostenute da sghembi pattern ritmici.

Nel vortice dell’abbandono dei sensi, “Follow II” spinge quindi una mesmerica circolarità su rutilanti precipizi sinfonici, mentre “Father Vorizen” gioca la carta della razionalità matematica per ottenere un effetto ipnotico. I momenti apparentemente più dimessi sono, in realtà, quelli che con più convinzione rompono gli ormeggi, veleggiando verso il medioevo digitalizzato di “Haelegen” o incrociando quell’ibrido di sperimentazione hip-hop e coralità metafisica che risponde al nome di “Vitriol”.

“The Ark Work” è, in definitiva, un disco coraggioso, ricco di spunti, per quanto non ancora amalgamati in una forma organica.

28/03/2015

Tracklist

  1. Fanfare
  2. Follow
  3. Kel Valhaal
  4. Follow II
  5. Quetzalcoatl
  6. Father Vorizen
  7. Haelegen
  8. Reign Array
  9. Vitriol
  10. Total War

Liturgy sul web