Miguel De Deus

Black Soul Brothers (ristampa)

2016 (Groovie Records) | funk, soul, afro

Musicista apparentemente marginale della scena musicale brasiliana, Miguel De Deus (nato a Ilheus, Bahia) era uno dei componenti degli Os Brazões (autori di un unico album ristampato anche dalla Light In The Attic), band nota ai più per aver fatto da backing band per Gal Costa, nello stesso tempo è stato protagonista del movimento afro-funk che agitò le periferie di San Paolo e Rio De Janeiro, consolidando la scena Black Power che passo alla storia con il nome di Black Rio.
Pubblicato nel 1977, “Black Soul Power” è il suo unico album solista, un oscuro e rarissimo esempio di musica militante assemblato con elementi spuri di rock, psichedelia, afrobeat e tropicalismo. Il disco col passare del tempo ha acquisito nel tempo il valore di vero e proprio feticcio per i collezionisti, trentanove anni dopo ritorna sul mercato grazie a una stampa in tiratura limitata (500 copie) della Groovie Records.

Non va trascurato in quale periodo storico nasce un album come “Black Soul Power”, quelli sono gli anni che fanno seguito alla feroce dittatura di Emílio Garrastazu Médici che, oltre a ripristinare la pena di morte, mandò in esilio Gilberto Gil e Caetano Veloso, prima che Ernesto Geisel e João Baptista de Oliveira Figueiredo dessero inizio a un lento processo di democratizzazione, che solo nel 1979 avrebbe dato i primi frutti con l’abolizione della censura e mettendo un piccolo argine al potere militare.
In questo contesto la genesi creativa di “Black Soul Power” assume molteplici significati. Il tono militante e verboso del cantato esprime l’angoscia di una generazione che lottava per un futuro migliore, il caos e l’energia del funk sono un’arma politica, un elemento capace di aggregare e dare forza a un movimento politico popolare.

Crudo, grezzo ed esteticamente faticoso, “Black Soul Power” non è la classica gemma ritrovata per fan del funky-rock, il canto svogliato è come un graffio aguzzo per l’ascoltatore, un particolare che per un attimo rischia di far passare in second’ordine la vigorosa mistura strumentale priva di una struttura lirica composita, eppur potente e corrosiva.
Registrato con un ricco ensemble di musicisti e vocalist, il disco applica le regole del free-jazz alla black music, con linee-guida liricamente esili, quest’ultime terreno fertile per divagazioni strumentali di gran pregio.

E’ un’orgia sonora volutamente maleducata, il cantato di Miguel De Deus è verboso, quasi irritante, le poche armonie sono affidate ai festosi e sensuali cori femminili, mentre un muro del suono, a base di funk, soul, distorsioni, wah-wah, psichedelia e accenni jazz scorre impetuoso e ricco di inventiva con pianoforte e sezione fiati in evidenza.
Le otto tracce restano ancorate a una struttura quasi similare con groove possenti (“Cinco Anos”), vortici ritmici (“Pedaços”) ossessivi sezione fiati in gran forma (“Lua Cheia”), situazioni da jam session (“Mister Funk”), seduzioni psichedeliche (“Pode Se Queimar”), hippy (“Flaca Louca”) e languidamente jazz (“Fábrica De Papéis”), concentrando il potere mesmerico dell’album nel gioioso funk-soul della title track.

Anche se il rilevante contributo della musica brasiliana è sempre stato notorio, “Black Soul Power” rappresenta comunque una piccola sorpresa storica: il suo mix di funk, musica brasiliana, afro-music e psichedelia è un esempio quasi unico di blaxplotation in salsa latina. Un gioiellino da recuperare prima che scompaia di nuovo dagli scaffali dei pochi fortunati negozi.

(12/02/2017)

  • Tracklist
  1. Cinco Anos
  2. Pedaços
  3. Mister Funk
  4. Flaca Louca
  5. Black Soul Brother
  6. Lua Cheia
  7. Pode Se Queimar
  8. Fábrica De Papéis