Paul Draper

Ep One

2016 (Kscope) | alt-pop, rock

Paul Draper ha avuto bisogno di ben tredici anni dallo scioglimento della sua band per arrivare a pubblicare musica nuova con il proprio progetto solista. Dopo un lungo periodo di sparizione completa dalle scene, salvo alcune sporadiche collaborazioni, l'ex-frontman dei Mansun ha dapprima voluto sincerarsi, tramite un'ampia presenza sui social, del fatto che ci fosse ancora gente interessata a un suo eventuale ritorno, e dopo il riscontro ampiamente positivo, si è unito alla cantante e polistrumentista gallese Catherine Anne Davies per lavorare simultaneamente al progetto di lei, sotto il moniker The Anchoress, e al proprio.
Ora che l'album della Davies è uscito, era il momento di spingere sull'acceleratore per Draper, così ecco questo "Ep One", titolo mutuato dall'abitudine dei Mansun di far uscire ogni Ep dando loro un numero, che però precedeva la dicitura Ep, mentre qui la segue, segno che non si rinnega il passato ma si ritiene questo progetto come una cosa nuova.

Il preambolo è importante per capire che, nelle tre canzoni inedite contenute nell'Ep, ci sono molti più elementi di somiglianza con la band di provenienza rispetto alle differenze. Questo vale soprattutto per i due non singoli: "No Ideas", scritta e suonata con Steven Wilson, potrebbe inserirsi perfettamente in quel turbine di cambi melodici, sonori e di atmosfera che è "Six", mentre "The Silence Is Deafening" ha la stessa attitudine pop-rock classica che caratterizzava "Little Kix". Entrambi i brani si attestano su un livello alto sotto ogni possibile punto di vista: ispirazione compositiva, espressività vocale, abilità nella produzione artistica e impatto emotivo, e se la prima potrebbe trovare posto nel disco di riferimento anche in relazione alla qualità, la seconda sarebbe sicuramente tra le migliori due o tre canzoni di un album molto discontinuo.

Paradossalmente, il brano meno convincente è il singolo "Feeling My Heart Run Slow", che qui appare anche in versione remixata dai Twilight Sad, i quali le hanno dato un carattere molto tendente ai synth ottantiani di scuola Depeche Mode. La versione originale è un primo tentativo da parte di Draper di integrare tra loro le chitarre e l'elettronica, con quest'ultima a dominare la strofa e le sei corde a giocare un ruolo da protagoniste nel ritornello. Viene mantenuta la buona qualità melodica e piace la capacità di proporre un cambio di sonorità così radicale in modo fluido, ma forse il sound della strofa è un po' troppo claustrofobico e in ogni caso le altre due canzoni sono sicuramente più affascinanti ed emotivamente coinvolgenti.

In definitiva, questo è un buon modo di ripartire per Draper, che ha ora in programma di far uscire un altro Ep e poi l'album per andare in tour nel 2017. Da questo primo vagito solista è chiaro che il nostro sa ancora come si scrive, interpreta e produce musica, e ci sono tutti gli indizi per immaginare che non siamo di fronte a una mera operazione-nostalgia, ma a un fuoco artistico che non si è affatto spento ed è foriero di nuove prodezze.

(16/06/2016)

  • Tracklist
  1. Feeling My Heart Run Slow
  2. No Ideas
  3. The Silence Is Deafening
  4. Feeling My Heart Run Slow (Twilight Sad remix)
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