Ain Soph

Finis Gloriae Mundi

2018 (Old Europa Cafe) | post-industrial, neofolk, electro

“Vanità delle vanità, tutto è vanità”. Questo è il famoso incipit di uno dei libri più famosi dell’Antico Testamento. Il testo, attribuito a Quoelet, l’Ecclesiaste, apre anche il nuovo album degli Ain Soph, storica formazione romana di musica rituale ed esoterica post-industriale. Il recitato in “Vanità” si staglia su un rock psichedelico noiseggiante che guarda all’indietro, come una sorta di Angelus Novus che osserva le macerie delle modernità.
“Finis gloriae mundi” è un album apocalittico, sin nel titolo, che riprende quello del libro dell’alchimista Fulcanelli. Alla ricerca della "via breve" contro i falsi Demiurghi, gli Ain Soph esplorano la crisi economica e spirituale del nostro tempo con un lavoro che spariglia ancora una volta le carte, aprendo a nuove strade e possibilità.

Dopo 16 anni dal precedente album, Октябрь, assistiamo a un ritorno che vede la formazione a due elementi: Spectre e Ezov, coadiuvati per l’occasione da diversi ospiti come la russa Dara De Morte, seconda voce in “Ombre del silenzio” (ballata neofolk che cita un testo di Pasolini) e Annabel Moynihan dei Blood Axis alle prese, in “God Is At Home”, con un brano del teologo tedesco Meister Eckhart.
Abbandonate le pulsioni folk di “Aurora” e sfumate le derive rock-progressive di “Октябрь”, in parte ancora presenti in “Vanità”, il nuovo lavoro si incunea attraverso meandri coldwave in “God Is At Home” e, addirittura, si lancia in derive electro/Ebm in “Screams From The Abyss”. In quest'ultima, compaiono versi come “Nothing is true, only Roxy Music in IPad” recitati su una ballata robotica electro-funk.

“L'Angelo sterminatore - Il settimo sigillo” è un lungo brano che chiude l’album (assieme all’invocazione angelica nella traccia fantasma) con suggestioni che vanno da Luis Buñuel a Ingmar Bergman, in cui la mistica cristiana dell’apocalisse assume toni rituali che ricordano, anche se con un altro spirito, il periodo anni Ottanta degli Ain Soph.
I cantori del Kali Yuga sono tornati con un lavoro apocalittico che aggiunge un altro complesso tassello al mosaico di suggestioni culturali della band romana. “Finis gloriae mundi” è un’adatta colonna sonora per questi vacui "tempi interessanti".

(15/07/2018)

  • Tracklist
  1. Vanità 
  2. Ombre Nel Silenzio 
  3. Figli Di Nessuno 
  4. God Is At Home 
  5. Screams From The Abyss 
  6. L'Angelo Sterminatore - Il Settimo Sigillo
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