Efrim Manuel Menuck

Pissing Stars

2018 (Constellation Records) | post-electronic-rock

Per Efrim Manuel Menuck, membro fondatore dei Godspeed You! Black Emperor, nonché elemento fondamentale di altre band della scena canadese (tra cui Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra, Tra-La-La Band), il nuovo album “Pissing Stars” non nasce dalla semplice esigenza di dare un seguito al primo capitolo solista.
La ragion d’essere più profonda di questo nuovo progetto è legata all’interesse culturale ed etico per la breve storia d'amore tra la presentatrice televisiva americana, Mary Hart, e il figlio del famoso trafficante d'armi saudita, Mohammed Kashoggi. Una vicenda che per il musicista rappresenta l’eterno conflitto tra passione e dissoluzione, tra amore e morte.

Con il cambio di prospettiva, che vede al centro del nuovo progetto non più storie intime e personali (la nascita del figlio e la morte di Vic Chesnutt), ma vicende di dominio pubblico (il rapporto tra Hart e Kashoggi), avviene anche una piccola rivoluzione nell’immaginario sonoro del musicista.
Efrim Menuck rinuncia in parte ai toni apocalittici del gruppo madre, accantonando anche i crescendo ricchi di pathos e terrore di “Plays High Gospel”, privilegiando un originale profilo electronic-blues tanto devoto al kraut-rock  (la title track), quanto alle visionarie intuizioni di Brian Eno. Sono infatti quest’ultime le prime a manifestarsi nell’introduttiva “Black Flags Ov Thee Holy Sonne”, per poi esplodere nella sfolgorante leggiadria di “A Lamb In The Land Of Payday Loans”, una delle più avventurose esternazioni pop dell’autore.

“Pissing Stars” è senza dubbio l’album del musicista canadese meno affine alla ormai superflua definizione post-rock, che spesso scorta le sue produzioni. L'artista prende di petto le vicende dei due protagonisti, ritagliando sonorità asciutte e stridenti ma anche più malinconiche e romantiche rispetto al passato, quasi a voler rappresentare con un linguaggio più universale quel profondo dolore generato da una sconsiderata passione. 
Questa piacevole libertà stilistica non solo crea un motivo d’interesse in più per i fan dei Godspeed You! Black Emperor, ma offre anche la possibilità al musicista di entrare con più decisione in diversi meandri sonori.
Nello stesso tempo, al fine poi di convogliare maggiormente l'attenzione sui testi, al di sotto della voce, a volte distorta e offuscata, si agitano solo poche note di chitarra e suoni di modular synth, creando un suggestivo e funzionale effetto cinematico. 

Il carattere visionario della musica di Efrim Manuel Menuck resta comunque intatto, l’inquietudine di fondo assume nuove forme espressive: alcune talmente inedite da risultare travolgenti nella loro bellezza (“The Beauty Of Children And The War Against The Poor”), altre talmente tangibili da suonare inaspettatamente vivaci (“Black Flags Ov Thee Holy Sonne”).
La scarna presenza di percussioni offre più di un motivo per evocare non solo la scena elettronica tedesca, ma anche il David Bowie dell’era berlinese (“The State And Its Love And Genoicide”, “The Lion-Daggers Of Calais”). Il tono più frammentario e descrittivo di alcuni episodi (“Kills v. Lies”, ”Hart_Kashoggi”) sottolinea il carattere più introspettivo e meditativo di “Pissing Stars”, che alfine affida alle note di “LxOxVx / Shelter In Place” tutto il turbamento che nasce dall’orrore della guerra, nonché dall’istintiva empatia che spesso proviamo per i perdenti e i peccatori.

Se solo per un attimo avete indugiato nell’ascolto del nuovo album solista di Efrim Manuel Menuck, sappiate che non c’è nessuna logica speculativa nella sua genesi, l’intensità di questo nuovo progetto è tutta racchiusa nella forza narrativa di una formula musicale mai semplice o ordinaria.

(22/04/2018)



  • Tracklist
  1. Black Flags Ov Thee Holy Sonne 
  2. The State And Its Love And Genoicide 
  3. The Lion-Daggers Of Calais 
  4. Kills V. Lies
  5. Hart_Kashoggi 
  6. A Lamb In The Land Of Payday Loans
  7. LxOxVx / Shelter In Place 
  8. The Beauty Of Children And The War Against The Poor
  9. Pissing Stars


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