The Field

Infinite Moment

2018 (Kompakt) | dream-techno

La reiterazione di Alex Willner sembra non conoscere soste. Negli ultimi dieci anni, la sua formula è rimasta praticamente la stessa, fatta eccezione per un esordio vagamente più “articolato”, soprattutto se confrontato con le uscite successive.
Il dj producer svedese è ossessionato dal loop, dalla forza del battito costante, dalla dilatazione a effetto, capace di condurre l’ascoltatore verso una sorta di stasi perenne con la quale cullare le proprie ossessioni. Il mero intento di Willner è dunque quello di rilassare purificando i timpani e la mente, in una danza tutt'altro che sfrenata.

A due anni di distanza dal poco esaltante “The Follower”, Willner ha deciso di sistemare ulteriormente i propri cassetti, disponendo beat, partiture e armonie sempre alla stessa maniera; persuadendosi (e persuadendoci) fino ad auto-convincersi che la propria alchimia dream-techno possa entusiasmare sempre e comunque. Una ricetta decisamente collaudata e alla quale il musicista svedese proprio non riesce a rinunciare.
Eppure, al netto di una più che scontata ripartizione ritmica e sintetica, il buon Alex si dimostra per l’ennesima volta quel Cicerone alla console in grado di mostrarci senza troppi fronzoli l'efficacia di certi andazzi. La concezione ciclica del tempo diventa quindi pura persuasione, il mezzo ideale con il quale rivestire concettualmente “Infinite Moment”, sesto disco in carriera.

L’inclinazione verso movenze ipnotiche (l’introduttiva “Made Of Steel. Made Of Stone”) regna suprema, mentre le rotaie di quello che potremmo definire come una sorta di vagone lento orientato verso il cielo non mutano la propria direzione, e puntano al solito in verticale, in un’ascesa dal passo costante (“Divide Now”). Provate a immaginare un ipotetico party elettronico in cui quella cosa chiamata techno viene ripulita da ogni forma di acidità, e avrete una vaghissima idea del sound targato The Field.
Willner si sposta per l’occasione anche su piani obliqui. Certo, accade raramente, ma la spirale in cui cade la title track, posta opportunamente in coda, mostra la capacità del producer scandinavo di saper ancora magnetizzare al meglio.

Non sarà il suo disco migliore, ma “Infinite Moment” indica la ritrovata quadratura del cerchio di un manipolatore tra i più morbidi ed eternamente sognanti del nostro tempo.

(19/10/2018)

  • Tracklist
  1. Made Of Steel. Made Of Stone 
  2. Divide Now 
  3. Hear Your Voice 
  4. Something Left, Something Right, Something Wrong 
  5. Who Goes There 
  6. Infinite Moment

 

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