Affluente

T.S.O.L.: I veri suoni della libertÓ (ristampa)

2019 (SOA) | hardcore punk

I supersonici carrarmatini del Risiko hardcore hanno colorato il mappamondo come nessun altro reparto di artiglieria musicale: non c'è stata subcultura del secolo scorso che possa vantare una diffusione altrettanto capillare, sin negli anfratti più remoti del globo antropizzato. Disse bene il caro Mike Watt: poteva suonarlo davvero chiunque, e difatti chiunque l'ha suonato. Frasi fatte e argomenti risaputi, certo, ma val la pena ribadire un concetto la cui portata tende a essere sottovalutata. Soprattutto nel nostro paese, che pure ne ha costituito la seconda superpotenza mondiale, subito dietro la madrepatria transatlantica.
Il sottoscritto ha potuto toccare con mano una delle tante, surreali propaggini del fenomeno: tutto mi sarei aspettato dalla mia lugubre città natale, tranne che potesse essere teatro di una saga punk tra le più rispettate della seconda ondata. Carlo Cannella ad Ascoli è più o meno come Prince a Minneapolis: un genius loci un po' sui generis, eternamente presente-assente. Sai che potrebbe essere da qualche parte, e magari ti sta osservando: sei tenuto a comportarti bene (anzi, male). 

L'hardcore, in posti simili, assolve a questa precisa funzione: una bandierina piantata in mezzo al deserto, un rifugio montano assediato da una valanga, un faro morale durante un'interminabile notte di tempesta. Inorgoglisce chi rimane, accompagna chi parte, accende i riflettori per chi arriva. Vuoi perché capii abbastanza presto da che parte stare, vuoi perché nei dintorni non accadeva granché altro, i primi concerti di cui ho memoria credo siano stati proprio quelli degli Affluente: non arriverei a sfoderare qualche cliché alla "e il giorno dopo ho formato un gruppo tutto mio", ma di sicuro come chiamata alle armi non fu affatto male. Carlo, però, se n'era già andato: all'epoca lavorava in uno strano negozio di videogiochi, interfacciandosi con una fauna spesso ignara del suo recentissimo passato. Punk anche questo, in fin dei conti.
L'epopea cannelliana, articolata nella trimurti Dictatrista-Stige-Affluente e narrata dalla viva voce del protagonista nel micro-cult "La città è quieta… ombre parlano", ha avuto dalla sua tutto quanto si addica a una titanica impresa provinciale: isolamento assoluto, mezzi inesistenti e ostilità generale. Il tutto, manco a dirlo, tradottosi in un'originalità che solo l'indigenza nera può rifocillare, ben documentata dall'appena ristampato "T.S.O.L. - I veri suoni della libertà", primo lavoro sulla lunga distanza della formazione storica, registrato in tre giorni nel 1996 e pubblicato quattro anni dopo per la loro etichetta Goddamn Church.

Titolo e titoli omaggiano a cuore aperto i maestri stellestrisciati, i proclami evocano un minaccioso "fondamentalismo hardcore", ma l'effetto nostalgia si esaurisce lì: se i riferimenti più immediati rimangono Dead Kennedys e MDC, la musica è un crossover al cardiopalmo che, tra furibonde accelerazioni e pause cariche di tensione, non si preclude riflessi metallici ("Articoli di fede"), cancrene dark ("Piacere malato", l'organo livido di "Pupazzi di carne"), infantilismo Oi! ("Gli idioti del circolo") e terremoti post- (l'implacabile bridge stile Type 0 Negative di "Esperimenti uniti d’America", lo sbriciolamento chitarristico à-la Ginn di "Scelta uniforme", i gangli poliritmici Claypool-iani di "Sporchi marci imbecilli" e "Proprietà del governo", il torrido psicodramma elettrico di "7 secondi"), con la subdola precisione di un colpo di cerbottana.

Atonale e sardonica, la voce del frontman non sciorina slogan ma intavola rabbiosi comizi-fiume sugli argomenti più disparati (autoritarismo, imperialismo, consumismo, religione), spesso e volentieri dribblando la retorica anarchica e approdando qua e là a felici voli pindarici (il seminario sociologico di "Battaglione dei santi", la meditazione filosofeggiante di "Incerti al 76%"), pur senza sottrarsi a un'innodia irresistibile (l'anthem disciplinatho "Bandiera nera", il cui testo al vetriolo rielabora il monologo di Steven Berkoff su "Absolute Beginners").
Una lezione di economia e intelligenza ancora smagliante, da una di quelle band fuori dal coro che, verosimilmente, "possono essere la tua vita".

(05/08/2019)



  • Tracklist
  1. Bandiera nera
  2. Esperimenti uniti d'America
  3. Battaglione di santi
  4. Gli idioti del circolo
  5. Codice d'onore
  6. Approccio negativo
  7. Articoli di fede
  8. Piacere malato
  9. Decontrollo del sistema sociale
  10. Proprietà del governo
  11. Scelta uniforme
  12. Vuoto
  13. Abuso verbale
  14. Sporchi marci imbecilli
  15. 7 Secondi
  16. Corrosione della conformità
  17. Causa di morte: adrenalina
  18. Incerti al 76%
  19. Pupazzi di carne
  20. Distorsione sociale
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