Ana Frango ElÚtrico

Little Electric Chicken Heart

2019 (Risco) | mpb, alt-pop

Ventinove minuti: sono più che sufficienti per inquadrare uno dei più freschi e intriganti volti della canzone brasiliana, un piccolo grande talento sbocciato e maturato nell'arco di brevissimo tempo, pienamente consapevole dei propri obiettivi e di quanto serve per centrare il bersaglio. Soli ventidue anni, l'esordio pubblicato giusto nel 2018, Ana Frango Elétrico (vero nome Ana Fainguelernt) torna giusto un anno dopo col suo secondo album, pronta per fare scintille. E le faville, manco a dirlo, arrivano puntuali: "Little Electric Chicken Heart" è un'incandescente dichiarazione d'amore per l'imponente eredità musicale del Brasile, accostata con un approccio giocoso, scanzonato, sì rispettoso ma mai imitativo, perfettamente consapevole della propria identità. In nove brani, l'autrice carioca solidifica il suo stile elegante e colorato, sciorina melodie purissime e distilla arrangiamenti di pregio, inserendosi nel solco di autentici giganti del cantautorato nazionale con la classe di chi già piazza una seria ipoteca per il futuro. E questo è solo un assaggio.

Soltanto all'apparenza disco nostalgico e (sfacciatamente) vintagista, il pollo elettrico di Fainguelernt è lavoro eclettico, fantasioso, che si rivela pienamente nei particolari, pur sposando la filosofia e l'estetica proprie della lunga tradizione mpb. Melodie pop dal sapore collettivo (ben evidente nei frequenti accompagnamenti corali che costellano i brani) disegnano quadretti lirici dal tocco assurdista, più preoccupati a giocare col suono e con la disposizione delle parole piuttosto che col loro senso. Ne deriva un'esperienza incentrata su armonie godibili, su fraseggi lussuosi, una musicalità che prevale sulla ricerca di significati più o meno nascosti, lasciandosi apprezzare anche e soprattutto nella loro eccellente dimensione compositiva. La levigata malinconia che sottende a "Saudades" (nomen omen) è un indice prezioso della cura riposta nel progetto, una canzone che sa ripagare dall'alto di una coralità calda e di un melodismo soffuso, che si sviluppa anche senza la necessità di troppe parole, placido come un'estate arrivata a conclusione.

È una leggerezza ammirevole, che contagia anche i passaggi più intricati, i continui cambi di dinamica che interessano ad esempio l'avvolgente jazz-pop di "Torturadores" o l'inattesa conclusione samba-rock di "Se no cinema", spigliata nei suoi brillanti contributi strumentali. Nel mentre, vi è spazio per suadenti romanze pronte da mangiare ("Chocolate", con un basso che quasi gestisce da solo la componente ritmica del pezzo), fini tributi tropicalisti (la conclusiva "Caspa") e spiritosi giochi di specchi (le nuance funk alla Céu di "Tem certeza?"), tutto quello che serve perché la briosa personalità dell'autrice traspaia senza alcuna difficoltà.
Ventinove minuti: tanto quanto serve a stabilire che siamo di fronte a una nuova grande promessa della musica brasiliana.

(21/01/2020)

  • Tracklist
  1. Saudades
  2. Promessas e provisões
  3. Se no cinema
  4. Tem certeza?
  5. Chocolate
  6. Vinheta
  7. Torturadores
  8. Devia ter ficado menos
  9. Caspa


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