Banco del mutuo soccorso

Transiberiana

2019 (Inside Out) | progressive

Le perdite dei grandi Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese - avvenute rispettivamente il 21 febbraio 2014 e il 3 ottobre 2015 - sembravano rappresentare l’inevitabile canto del cigno della straordinaria carriera della band romana del Banco. Come poteva essere immaginabile un nuovo lavoro dopo ben venticinque anni e come si poteva pensare di sostituire Di Giacomo, non semplice cantante ma vero poeta, filosofo e ideatore di un linguaggio che ha marchiato a ferro e fuoco la storia del progressive tricolore? Tutto faceva prevedere che i colossi del prog italiano fossero ormai giunti al capolinea, destinati a una serie di live rievocativi per nostalgici delle pietre miliari “Darwin!” e “Io sono nato libero”, solo per citare i due Lp più osannati. E invece l’ostinazione e un sentimento di orgoglio per la propria storia hanno portato Vittorio Nocenzi - nonostante i noti problemi di salute - a riprovarci e a dare vita al nuovo concept-album “Transiberiana”.

Con una formazione rinnovata con il già presente Filippo Marcheggiani (chitarra solista) e i nuovi arrivi Tony D’Alessio (voce), Nicola Di Già (chitarra ritmica), Marco Capozi (basso) e Fabio Moresco (batteria), il Banco tenta la strada di un cambiamento ma allo stesso tempo tenendo evidenti il legame con la propria storia. La copertina col classico salvadanaio lo conferma chiaramente, come anche l'idea della metafora tra Transiberiana e vita - lungo percorso colmo di ostacoli e imprevisti - si ricollega alla storia dei concept del Banco che hanno scritto la storia della musica popolare italiana.

Se è chiaro che i vertici del gruppo sono stati tanto alti da rendere davvero ostico raggiungerli nel 2019, si può certamente affermare quanto “Transiberiana” sia un lavoro più che dignitoso con una sua identità particolare, a cavallo tra le vecchie tradizioni e la ricerca di suoni post-2000. Tutto si tiene in piedi grazie a un Nocenzi in grande forma, sia in fase di scrittura che di esecuzione, che spazia dalle classiche sonorità progressive al piano jazzato, sino ai loop minimalisti simili alla “Baba O’Riley” degli Who (“Lo sciamano”) arricchiti da tentativi di assoli legati al prog-metal.
La Ferrovia Transiberiana che parte da Mosca per arrivare all’estremo oriente della città di Vladivostok, attraverso regioni dove le condizioni di vita rasentano i limiti della sopravvivenza, diventa la metafora dell'esistenza vista come un tortuoso percorso di eventi piacevoli (“Campi di fragole”), pericoli immanenti (“L’assalto dei lupi” con i suoi attacchi di synth che ricordano i Goblin) o scoperte di orribili segreti che opprimono la libertà ("I ruderi del gulag").

C’è una filosofia nel tragitto di “Transiberiana”, una visione che cerca di abbracciare la poetica inarrivabile di Di Giacomo nonostante la voce di Tony D’Alessio sia molto diversa. Tanti i momenti piacevoli, tante le trovate argute, sia da un punto di vista tecnico (come sempre ineccepibile) che persino timbrico (le sonorità anomale di “La discesa dal treno”, il loop iniziale di “Stelle sulla terra”), con le tipiche divagazioni di genere degne del progressive più evoluto.
C’è molto in “Transiberiana”, album da ricordare in questo finale di decennio per il progressive italiano. Manca forse il più, il volo pindarico che lascia senza fiato, il guizzo geniale che fa capire di trovarsi di fronte qualcosa di grande. Commuove Tony D’Alessio quando alla fine del viaggio in “Oceano: strade di sale” cita Di Giacomo (“arabescando”), in ricordo del leggendario brano “L’evoluzione” tratto da “Darwin!”, ma appunto si resta sempre legati a un fantasma sovrastante.

Non ci è dato sapere se questa sarà l'ultima fatica del Banco, quel che si può dire è che questa nuova pagina della loro straordinaria carriera merita rispetto e una sincera ammirazione verso un maestro come Nocenzi, capace dopo quasi cinquant’anni di dialogare con un pubblico totalmente diverso da quello dei suoi lontani esordi.

(02/06/2019)



  • Tracklist
  1. Stelle sulla terra
  2. L’imprevisto
  3. La discesa dal treno
  4. L’assalto dei lupi
  5. Campi di fragole
  6. Lo sciamano
  7. Eterna Transiberiana
  8. I ruderi del gulag
  9. Lasciando alle spalle
  10. Il grande bianco
  11. Oceano: strade di sale


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