Black Snake Moan

Phantasmagoria

2019 (La Tempesta / Teen Sound) | psych-blues

I pregi e le peculiarità della musica prodotta da Marco Contestabile, ovvero Black Snake Moan, permettono di viaggiare sia nel tempo che nello spazio. Dopo i buoni riscontri ricevuti a seguito della pubblicazione del desertico e sognante esordio “Spiritual Awakening” del 2017, culminati con la vittoria al Mei di Faenza nella categoria Mei Superstage dedicata agli emergenti, il giovane artista, nel giro di due album degnamente sostenuti da una inesauribile attività live (in Italia e all'estero), ha già forgiato un'identità sonora forte e unica, soprattutto se pensiamo al contesto musicale tricolore.

Con il termine fantasmagoria ci si riferisce sia alle sequenze prodotte dalle lanterne magiche usate spesso per scopo teatrali nella Francia settecentesca, sia a una raffica potente - spesso inquietante - di stimoli sensoriali. Un titolo perfetto per questo nuovo atto. Le radici del percorso sono profondamente radicate nella terra natia della one-man-band: quella landa del Lazio segnata dagli Etruschi e pregna di misterioso e arcano fascino. Le diramazioni si aprono poi a ventaglio verso le foci del blues, raggiungendo le rive dei Doors di “The End” e i Beatles più orientaleggianti e lisergici di “Revolver”. Ogni elemento crea un rito, un mantra illuminato dai guizzi di un fuoco alimentato da chitarre avvolgenti, tampura & sitar, dalle pianure sterminate di sintetizzatori e dalle percussioni minimali.

L'ascolto viene subito avvinghiato dagli intracci delle sei – anzi, dodici – corde usate dal compositore ed elevato dalla sua voce sciamanica, figlia di una notte pregna di esperienze e visioni. Si compone così una sottile linea in cui l'estasi dronica dei primi dieci minuti - “Lotus” primo video e singolo, “Endless Sun” e la title track - convive con momenti più incisivi, capaci di rimanere impressi fin dal primo ritornello, come nel trascinante psych-western di “Kaleido”.
Cuore e apice dei trentaquattro minuti d'ascolto è “Daylight”, delicato ed emotivo viaggio al termine della notte, a cui segue una tappa nell'universo della musica indiana con “Coral”. Un flusso che sfocia nella successiva “Sweet Lie”, dove il sitar abbraccia una ruggente chitarra. Intanto il sole infuocato del deserto cala lentamente nella conclusiva “Night Of Stone”.

Più corposo a livello strumentale, coeso e narrativo (e imperdibile nella dimensione live), “Phantasmagoria” ci consegna un Black Snake Moan immerso completamente nel suo personale cammino sonoro, con i gli stivali ben piantati nei capisaldi del genere, ma lo sguardo sempre aperto a soluzioni inedite. E il risultato si sente.

(07/06/2020)

  • Tracklist
  1. Lotus
  2. Endless Sun 
  3. Phantasmagoria
  4. Kaleido 
  5. Lost (Kingdom Of Rain)
  6. Daylight
  7. Coral 
  8. Sweet Lie
  9. Night Of Stone




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